Nel 2001 una studentessa 18enne di Lucca accusò l'imprenditore e due suoi amici di averla violentata durante un party nella barca all'ancora a PanareaSette anni di reclusione per uno stupro di gruppo. La vicenda porta alla ribalta una vecchia storia e un nome noto dell’imprenditoria cittadina. Il re dei materassi Giacomo Commendatore, 46 anni, catanese di nascita ma residente a Budrio, e figlio del ‘patriarca’ Francesco, titolare della Eminflex, secondo quanto disposto dal pm di Barcellona Pozzo di Gotto Domenico Musto deve rispondere del grave reato insieme ad Alfonso D’Ambrosio, 38 anni, di Vico Equense, in Campania. Un terzo imputato Antonio Di Nocera, 38 anni, avvocato di Napoli, è già stato condannato a 4 anni e mezzo al termine del processo con il rito abbreviato. Martedì prossimo le arringhe dei difensori, poi arriverà la sentenza. La vicenda risale al 3 agosto 2001. Come scenario la rada di Panarea, le luci tremule della baia sullo sfondo, il clima libertario e libertino della più modaiola delle Eolie. A bordo del suo yacht, ancorato in rada, Commendatore aveva organizzato una festa con tante belle ragazze. E secondo l’accusa di una studentessa di 18 anni, di Lucca, la nottata tra musica e alcool si concluse con uno stupro di gruppo che ha ragazza denunciò il giorno dopo ai carabinieri. Il processo ha chiarito alcuni punti che non erano mai emersi della vicenda. L’episodio, per il quale ieri il pubblico ministero Domenico Musto ha pronunciato la requisitoria finale dopo un lungo processo andato avanti in questi otto anni a tappe forzate, sarebbe avvenuto nel pomeriggio del 3 agosto del 2001, a bordo del Reef Blue, una mega barca di 32 metri battente bandiera britannica, di proprietà dell’industriale bolognese. Le accuse si basano sul racconto della ragazza e di una sua amica, entrambe invitate la stessa sera del loro arrivo a Panarea da uno degli imputati, Alfonso D’Ambrosio, conosciuto con il nome di Fofò, a partecipare al party che si svolse nel pomeriggio del 3 agosto del 2001 a bordo del lussuoso panfilo. Le ragazze raccontarono che quel pomeriggio, verso le 18, dopo che tanti invitati avevano lasciato l’imbarcazione per far ritorno a terra, sarebbero state invitate a ingurgitare rum direttamente dalle bottiglie, così come sarebbe stato documentato anche da alcuni filmati amatoriali acquisiti agli atti del processo. Una delle due giovani donne si sarebbe poi appartata in una cabina del panfilo con uno solo degli imputati. Poi sarebbero sopraggiunti – secondo il racconto della giovane – gli altri due. (Il Resto del Carlino)


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