venerdì 6 maggio 2011

Antonio Di Martino: con Gennaro da quando avevo 18 anni

Vico Equense - Mi interesso di politica attiva a favore della Città da quando avevo 18 anni, già allora insieme all’amico Gennaro Cinque e insieme ad altri amici, con cui, dopo la diaspora democristiana, entrammo nella Forza Italia degli albori e adesso nel PdL. Senza mai cambiare posizione ideale e politica. Dopo aver vissuto questi cinque anni della consiliatura che termina avendo avuto l’onere di assumere gli incarichi di Presidente di Prima Commissione Consiliare Affari Istituzionali-Statuto-Regolamenti e di capogruppo di maggioranza, mi ricandido nella “lista del PdL Gennaro Cinque Sindaco” per continuare una fantastica avventura amministrativa che mi ha assorbito moltissimo e moltissime energie ha richiesto, ma che mi ha permesso di onorare l’impegno con i cittadini assunto la volta scorsa. È, infatti, grazie alla dedizione e alla tenacia di Gennaro Cinque, alla sua disponibilità ad ascoltare sempre le proposte e le idee di noi consiglieri, alla sua capacità di mettersi in discussione che ci è stato possibile fare tanto e fare bene per la nostra città. Il mio lavoro è scritto negli atti ufficiali, consultabili sempre e con certezza, le mie proposte che sono diventate delibere ed atti hanno impegnato il Consiglio Comunale per il 32% del totale del suo lavoro di tutti e cinque gli anni, un vero record per un consigliere comunale.



Solo così mi sento a posto con la coscienza di pubblico amministratore. Mi ricandido, quindi, chiedendo il consenso sul lavoro dimostrato e per terminare, insieme con Gennaro Cinque Sindaco, il progetto politico per Vico Equense; che già ampiamente abbiamo dispiegato sul territorio. Programma che prevedeva e prevede strategicamente diverse cose, ad esempio: a regime avere l’angusto centro cittadino scevro dal vitale traffico pesante per le produttive frazioni collinari, ricche di artigianato e piccola industria, libero dalle auto in sosta, con aree vivibili per socializzare e con un profondo restyling del borgo medievale per attestarlo esso stesso come attrattore turistico. Per questo grande energia è stata spesa per la progettazione della variante alla Raffaele Bosco; per favorire la nascita di spazi di parcheggio pubblici e privati; per realizzare la prima ed unica piazza vera del centro; per realizzare e progettare a largo respiro opere per ridare dignità al centro cittadino. Per le frazioni: migliorare la raggiungibilità, migliorare la vivibilità, migliorare o creare servizi. Per questo grandi energie sono state profuse per la sistemazione della Raffaele Bosco; per la viabilità interna (vero buco nero delle frazioni); per le infrastrutture come illuminazione (che era grandemente carente) o come internet veloce (completamente assente addirittura). Per quanto riguarda il personale lavoro sono particolarmente appagato dall’aver contribuito a risolvere il deficit grave della mancanza di Internet veloce per la zona alta; di aver contribuito a rivalutare il quartiere medievale del Pozzillo: vero scrigno di storia del territorio ove si incontrano la storia del popolo della Montagna e del Mare; di aver contribuito alla creazione di una Oasi Blu nel nostro mare costiero; di aver contribuito a dare la possibilità ai cittadini di riconciliarsi con i tributi locali tramite procedure agevolate; l’intitolazione di una piazzetta in quel di Bonea all’indimenticabile don. Pinuzzo da Bonea; il riconoscimento a Fratello Cosimo di San Francesco di cittadino benemerito; aver iniziato una tradizione di struggente musica silvestre alla Croce di Capodimonte in Santa Maria del Castello; il completamento del progetto delle aree esterne ex Medie di Mojano (è previsto l’allestimento di un piccolo Auditorium per la musica e la copertura del campetto). Tra le cose non ancora risolte una in particolare: la realizzazione di parcheggi a raso frontestrada sulla Raffaele Bosco, cosa purtroppo non prevista dall’attuale PRG ma risolvibile col nuovo piano Urbanistico in programma. Ma il risultato più grande è quello di avere avuto la libertà di lavorare per la città seguendo un ammaestramento che da ragazzo ho imparato a conoscere grazie al mio parroco don Raffaele: il pensiero di Santa Caterina da Siena e la sua teoria della città prestata. Vero faro per i cattolici impegnati nella politica.

Antonio di Martino Lista PdL per Gennaro Cinque

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