giovedì 15 dicembre 2016

Tito-Trapani, duello al direttivo Pd

Giuseppe Tito
Primo cittadino e segretario lontani su Referendum e gruppo consiliare. Il caso della presenza al Ramada in cui il presidente De Luca fu registrato

Fonte: sd da Metropolis 

Meta - Tentare di appianare le divergenze sul Referendum. Accelerare per costituire il gruppo consiliare. Rilanciare l'azione del circolo. Evitare ulteriori fratture. Sono i punti chiave del direttivo del Pd di Meta in un momento delicato sia per la penisola sorrentina sia per la stessa maggioranza. Perché proprio a margine della passerella del governatore Vincenzo De Luca, in cui il sindaco Pd Giuseppe Tito ha preso parte da attore principale per il Sì, il suo "antagonista" Paolo Trapani, già primo cittadino e ora segretario dei democrat, ha preso la direzione opposta: «Voto No». Una distanza tra i due che si acuisce col passare del tempo. D'altronde pesa in tutta questa storia anche qualche bordata che Tito ha incassato di recente. Piergiorgio Sagristani, sindaco di Sant'Agnello a favore del No, ne ha messo in discussione la capacità di stare vicino alla gente. Lui, Tito, colui che si firma nei post su Facebook "sindaco del popolo", non ha gradito le stilettate giunte da colui che, pubblicamente, qualche settimana disse di voler far candidare alla Camera dei deputati con il centrosinistra. Proprio magari in quota Pd. Nell'ultimo direttivo silenzio sull'inchiesta per istigazione al voto di scambio nei confronti del governatore Vincenzo De Luca. Tito era presente all'hotel Ramada di Napoli quando il presidente della giunta regionale parlò di clientele, fritture e voti. Un audio costato caro. Presente al Ramada con il collega di Piano di Sorrento Vincenzo Iaccarino. Tito seguì quell'intervento di De Luca. Adesso la Procura di Napoli è pronta anche ad ascoltare i sindaci presenti.

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