martedì 10 gennaio 2017

I tre dirigenti sospesi: c`erano codici rossi dovevamo respingerli?

Fonte: Angelo Agrippa il Corriere del Mezzogiorno 

Napoli - Il direttore sanitario dell'ospedale di Nola, Andreo De Stefano, il responsabile del Pronto soccorso, Andrea Manzi, ed il responsabile della medicina d'urgenza. Felice Avella, sono stati sospesi dal servizio in attesa dell'esito delle indagini interne per verificare le eventuali responsabilità della situazione che ha portato a sistemare due malati sul pavimento e prestare loro i primi soccorsi. Lo ha annunciato la responsabile della Asl Napoli 3 Sud, Antonietta Costantini, dopo che il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, al termine di una riunione con i vertici della Sanità campana, aveva chiesto di avviare le procedure di licenziamento per i responsabili. «Auspico - aveva dichiarato De Luca - che questo episodio non offuschi il lavoro straordinario che è in atto, con l'impegno di centinaia di medici, infermieri e funzionari amministrativi, per la riorganizzazione della sanità campana. Abbiamo registrato in questi mesi già risultati di straordinario valore sul piano organizzativo e dei livelli essenziali di assistenza (LEA). Auspichiamo che il superamento di commissari esterni alla Campania ci consenta di evitare ulteriori processi di burocratizzazione che finiscono per complicare i problemi e ritardare le soluzioni». Il consigliere per la Sanità del governatore, Enrico Coscioni, ha definito «inaccettabile prestare soccorso ai malati distesi sul pavimento: i responsabili del nosocomio — ha poi sottolineato — avrebbero dovuto allertare immediatamente i vertici della Sanità regionale per predisporre, come già avvenuto di recente con il Cardarelli, un sistema alternativo di alleggerimento coinvolgendo i più vicini presidi ospedalieri». Da palazzo Santa Lucia non vogliono sentir ragione, pur considerando il particolare momento di disagio che ha costretto gli operatori dell'ospedale di Nola ad accogliere in condizioni estreme i pazienti:
 
«L'eccezionale sovraffollamento verificatosi; l'afflusso di 500 pazienti in una sola nottata in un ospedale che dispone di 100 posti letto; le giornate festive che hanno di fatto sospeso le prestazioni dei medici di medicina generale da giovedì 5 gennaio alle 13; il blocco di una condotta idrica all'estemo del presidio a causa delle condizioni meteo hanno determinato una situazione di straordinaria emergenza che non giustifica tuttavia la inaccettabile e vergognosa situazione verificatasi, della quale peraltro nessuno è stato tempestivamente informato». D direttore sanitario del presidio di Nola, Andreo De Stefano, si è giustificato: «Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che respingerle. In ospedale abbiamo 15 barelle, io delle quali al Pronto soccorso, e sabato ne abbiamo "sequestrate" due alle autoambulanze per far fronte all'emergenza venutasi a creare. Una di quelle persone era in arresto cardiaco, cosa avremmo dovuto fare? I medici hanno preferito intervenire con il defibrillatore, adagiando l'ammalato sul pavimento, pur di salvargli la vita. L'altra persona ritratta a terra era stata messa in posizione antisoffocamento perché vomitava. Trenta dei 265 utenti arrivati al Pronto soccorso sono stati ricoverati e due persone sono state portate in altri nosocomi. Si pensi che ci siamo trovati anche ad affrontare l'emergenza acqua, poi fornitaci dai vigili del fuoco».

1 commento:

Tony Cioffi ha detto...

Sospensione è addiritura richiesta di licenziamento per chi nonostante la situazione in cui si sono trovati a prestare soccorso hanno svolto il loro dovere.questa è la situazione da valutare i medici hanno svolto il loro compito o no? Penso che è stato svolto molto egregiamente.La colpa è di chi ha fatto i tagli alla sanità a loro dovrebbero sospendere.