venerdì 11 agosto 2017

Mare

Penisola sorrentina
di Filomena Baratto

Vico Equense - La penisola ha un mare eccellente, stando ai dati forniti dall’ARPAC per il 2017, tutto mare pulito. Il celeste, colore dell’eccellenza, risalta come non mai sulla carta, ma dal vivo? Da qualche anno alterno la spiaggia alla barca, talvolta arrivando fino a Capri e devo dire che la cosa stride un po’per quello che vedo. Negli anni a mare ho visto di tutto, dai rami, alle buste di plastica, agli escrementi di ogni tipo, al cibo. Questo al largo, a riva è ancora più difficile da definire. Molti dicono che sia il fiume Sarno, altri le barche, che hanno il loro peso, altri gli scarichi delle strutture ricettive lungo tutta la costa. Cosa ancora più tragica quando, davanti all’evidenza, devi trovare delle giustificazioni, non sempre plausibili, per coloro che, venendo da fuori, ospiti e amici, ti chiedono cos’è quella schifezza che galleggia in superficie. Prima arrancavo alla ricerca di una giustificazione che puntualmente non convinceva nemmeno me, ora, non posso che rilevare quello che vedo. E mentre la mia giustificazione è di amor proprio nel presentare il mio luogo agli altri al meglio, quella degli altri è fornita per gli interessi che si vedono ledere. Allora qualche considerazione dobbiamo pur farla. Mi chiedo se acqua pulita significhi solo mancanza di enterococchi intestinali ed escherichia coli per la salute o se l’aggettivo indichi anche acqua libera da corpi estranei e indecifrabili. E poi mi chiedo, qualora l’aggettivo includa anche questi corpi estranei, se realmente possiamo definire pulita un’acqua dove non ti puoi immergere, ti fa ribrezzo, e cerchi durante la giornata il momento migliore per tuffarti, tergiversando fino a quando decidi di fare una doccia ghiacciata per contrastare il caldo, col mare a due passi da te. La prima domanda che ci facciamo tutti, venendo dal mare è: “Com’era l’acqua oggi?” Eppure solo due giorni, da quando vado a mare dall’inizio di luglio, ho visto un’acqua cristallina così bella come quella dei Caraibi.
 
Solo due giorni! E sarà questo un mistero. Allora mi hanno spiegato che sono le correnti, che se ci sono le correnti giuste, l’acqua è pulita. E dove vanno le correnti alle nove del mattino quando già non si può fare il bagno, se non in un olio miscelato ad altre schifezze varie e tu stai lì a fare la lotta per cercare di separare le tante isolette vaganti tutte intorno alla tua acqua che intanto è diventata torbida? Che i venti abbiano deciso di scioperare dalle nostre parti, lasciandoci per luoghi migliori? Per non parlare, quando si va in barca, delle buste, degli assorbenti, delle frasche vaganti, delle bottiglie di plastica come se si percorresse il Rio delle Amazzoni. Il problema serio è che la rete fognaria sarà antica o inefficiente per sostenere il surplus di gente che in estate assale la costa, e i costi per mantenere tutto ad opera d’arte sono eccessivi. Capisco le problematiche di tutti ma ancor di più quelle del bagnante che, prima ancora di una spiaggia pubblica o privata, ha diritto a un mare pulito. Se si facessero progetti per una rete fognaria moderna con tutti i crismi del caso cui attenersi per ridurre il problema? Questo mare nostro sta affogando tra i rifiuti, non è possibile non accorgersi del coma in cui versa. Non possiamo giustificarci dicendo che tutto il mare è inquinato rassegnandoci alla stato di fatto. Siamo i responsabili di quello nostro. Molte di quelle persone che fanno il bagno nelle zone risultate scarse, di colore rosso, a Castellammare di Stabia, sul lungomare, hanno affermato che fare il bagno lì non è poi così pericoloso rispetto ad altre parti e non hanno tutti i torti se non spendono un centesimo e fanno il bagno nelle stesse acque dove altri spendono una cifra. Andare in uno stabilimento balneare “eccellente” e fare il bagno con l’olio, con la melma, per non dire “merda” è roba da folli! Il fatto è che questa zona è martoriata, con lavori di ogni tipo, con sfruttamento di ogni spazio, con sovraffollamento di ogni genere: persone, animali, barche, mezzi, auto, di tutto di più. Lavori continui di manutenzione. Il mare è visto come un pozzo che assorbe ogni cosa, ma poi ti riporta indietro quello che gli hai dato, così come in mezzo al mare le barche non fanno caso al giro di rifiuti in cui sostano per poi andare alla ricerca dell’acqua pulita in cui tuffarsi, girando fino a quando trovano un pezzettino di acqua a specchio. E questo specchio è preso d’assalto da altre barche alla ricerca del mare trasparente. Ma dove sarà mai quest’acqua se l’abbiamo uccisa? Ai Faraglioni in mare i panfili e grosse barche solcano e stracciano il mare come i cavalli del west e a una certa ora vedi l’acqua a colori e con gli avanzi di quelli che vanno via. Ma tanto il mare lava e porta via, sa quello che deve fare, questo è il nostro pensiero ricorrente a riguardo. L’indifferenza e il sorriso sulle labbra per i valori dell’acqua non ci rendono felici e contenti, ma ci inquietano se ogni giorno il mare lo vediamo sofferente. Una zona così assediata non potrà mai essere pulita se non curata nei minimi particolari e con tutte le dovute precauzioni richieste. L’amore per la propria terra deve fare i conti con gli interessi. E forse noi non amiamo poi così tanto questa terra, vogliamo solo “spremerla”. Non vogliamo il mare pulito di un giorno, o di un’ora, o di una fascia giornaliera, vogliamo il mare pulito sempre. Il mare merita il nostro rispetto. Quando traghetti, vaporetti, aliscafi, navi da crociera passano o volano sull’acqua come ci si muovesse su di una strada, quell’acqua è come violentata. Ormai il blu è assalito dai colori più vari, dalle striature più inspiegabili, da onde la cui spuma è un miscuglio scuro. Da dove arrivano tutti i rifiuti che giungono a riva? E dove sfociano le fogne così stracolme di liquami per la sovrappopolazione estiva? Ecco fare un bel bagno è diventata un’avventura. Ma per chi ha abbassato la bellezza già nei suoi occhi o i valori già in se stesso, non farà più caso al colore del mare, o se lo noterà, si adeguerà pensando che oggi è tutto inquinato, che per bagno si intende stare seduti in sdraio e aprire l’ombrellone, trascorrere tre ore lì e andare via e magari restiamo seduti per non vedere il mare, e paghiamo per prendere atto che il mare è malato.

1 commento:

Nemo Ulisse ha detto...

vorrei fare un censimento delle localita' dove politici e amministratori di tutte le localita' segnalate dall'arpac come acque pulite spendono i loro soldi per fare le vacanze......... ci sarebbe da farci un interessante confronto con i perche' di tali scelte...... sti grandissimi f.i. di p.a