Pagine

giovedì 15 novembre 2012

Treni, meglio il ritardo...

Vico Equense - In un post pubblicato ieri su facebook, ho scritto che in Giappone i treni arrivano puntuali. La precisione per loro è importantissima, se capita che ci sia l’"incredibile" minuto di ritardo lo speaker fa le scuse e giustifica il ritardo. Tra i vari commenti che sono arrivati, pubblico l'analisi fatta da Gaetano. “Cari signori – scrive - smettiamolo un poco di lamentarci sempre; lo sapete che il numero dei suicidi in Giappone è uno dei più alti del mondo? Che in Giappone chi non possiede un garage o non ha un posto macchina non se la può comperare; hanno poco spazio e le loro case son davvero minuscole? La concorrenza per i posti di lavoro è spietata e spinge molti giovani al suicidio quando si è esclusi. Si e' vero che i treni arrivano sempre in orario proprio per portare queste precise formicuzze ai loro posti di lavoro, sempre alla stessa ora, per non sgarrare un secondo, un ordine perfetto, creato apposta per sottometterli, e proprio colui che sgarra a tutto questo zac è tagliato fuori; per questo fanno le scuse pure per un minuto di ritardo. Volete mettere da noi che la Circum, pure che faccia quella mezz'ora di ritardo, almeno uno si rilassa, si prende un caffè con calma, si parla, si ascolta gli amici; insomma una società più aperta, e non come tanti automi che sembrano zombie viventi che si ritrovano nella metropolitana di Tokyo.


Quindi cari signori accontentiamoci della nostra Circum, che se ben ricordo male da quando son nato ad oggi, solo questo è il primo periodo un po' più nero, ma fino ad oggi, tranne casi eccezionali è sempre stata una delle ferrovie più puntuali in Italia. Poi se proprio non ce la fate andate pure in Giappone, ma vi assicuro che là dovete correre dalla mattina alla sera, e attenti a non sgarrare un secondo, se no dovete renderne conto e scusarvi col vostro capo, e quando tornate a casa vi passa pure la voglia di uscire a fare la spesa perchè la vostra macchina si trova in un garage lontano, distante 2 o 3 kilometri perchè posti auto per parcheggiare non ce ne sono di più vicini e quindi per avere la macchina siete costretti a piazzarla lì; poi quando siete a casa e vi ritrovate in un buco di 40 metri quadri perchè case più grandi non se ne possono costruire e state stretti con la vostra famiglia a misurare e vedere come recuperare un po' di spazio per infilare nel guardaroba l'ultima maglia che avete acquistato, allora penserete come erano belli quei tempi ad aspettare i treni della Circumvesuviana, quando ci si fermava al bar per prendere un caffè, si ci rilassava conversando con gli amici, tornavi a casa a prendere la macchina parcheggiata sotto casa, andavi a far gli acquisti, ritornavi a casa e sistemavi tutto nel tuo spazioso guardaroba. Ps: non sono un impiegato della Circumvesuviana, ne' qualcuno della Circumvesuviana mi ha pagato per scrivere tutto questo; la mia è solo una riflessione sulla natura umana, che mai sembra esser paga e a tutto si lamenta...”

1 commento:

  1. Condivido le eterogeneità culturali che costituiscono ricchezza. Condivido pure la capacità rigenerante dell'ozio e del "lavorare con lentezza: ci appartiene e non è, sicuramente, un difetto.
    Accetto, stoicamente, e me lo godo, in modo epicureo, il quarto d'ora di ritardo.
    Combatterò sempre le soppressioni, maldestramente giustificate dai dipendenti della circum a causa del problema sicurezza.
    Combatterò sempre i ritardi ingiustificati, la maleducazione, l'arroganza, il falso altruismo, il mantenimento ad oltranza delle posizioni di privilegio, ...

    RispondiElimina

La qualità e l’efficacia del blog dipendono quasi interamente dai vostri contributi. Si raccomanda, perciò, attinenza al tema, essenzialità e rispetto delle elementari regole di confronto. I messaggi diffamatori, scritti con linguaggio offensivo della dignità della persona, razzisti o lesivi della privacy, pertanto, non saranno pubblicati.