Vico Equense - La mattina di sabato 13 luglio un gruppo di cittadini di Vico Equense hanno deciso di utilizzare il proprio tempo in maniera diversa.
Avrebbero potuto andarsene al mare e godersi quella bellissima mattinata d’estate.
Invece hanno fatto un’altra cosa: un’azione di cittadinanza attiva, cioè di partecipazione diretta, non mediata, ai problemi della propria Comunità.
Quante volte abbiamo sentito dire da qualche politicante che si crede grande e forse lo è solo fisicamente: “non ci preoccupare, ci penso io!”.
Cittadinanza attiva significa invece affermare: “non ci accontentiamo! questa volta ci pensiamo noi!”. Mutuando e parafrasando don Milani, noi sabato mattina abbiamo urlato “WECARE”, ovvero “ci sta a cuore”, “ci interessa”, “ci pensiamo noi”.
Nel caso specifico ci sta a cuore la bellezza del nostro territorio, la sua valorizzazione, il decoro della nostra Città.
Ci stanno a cuore le stradine per il mare, per il profumo di storia che emanano, per la bellezza che ci offrono, per le suggestioni che ci fanno vivere, ma anche perché sono un’occasione vera di sviluppo ecocompatibile.
Noi pensiamo che le stradine per il mare, assieme alla valorizzazione dei trasporti collettivi, possano essere l’unica risposta seria ai problemi di viabilità. Non è certo costruendo altre strade, o altre “presunte”strade, che si crea un modello di trasporto compatibile. Facilitare il ritorno all’utilizzo di quegli antichi sentieri, costruiti con stupefacente maestria dagli ingegneri e dalle maestranze romane e medioevali, può essere una grande occasione di sviluppo.
Così, dopo che da due anni segnaliamo inutilmente, in tutti i modi possibili, la necessità di dare decoro a quelle strade, abbiamo deciso di intervenire direttamente.
Abbiamo organizzato donne, uomini ed attrezzi e sabato mattina abbiamo provveduto a restituire decoro a via Marina d’Equa, uno dei luoghi più belli e suggestivi della nostra Città, descritto nelle principali guide relative ai percorsi panoramici.
Non abbiamo dato risonanza alla iniziativa perché eravamo certi che, ove avessimo diffuso la notizia prima di sabato, sarebbero accorsi in tantissimi con il rischio di creare confusione e di nuocere al lavoro intenso che ci attendeva, tanto è l’amore dei cittadini di Vico per il proprio territorio e la voglia di partecipazione.
Eravamo pertanto una decina. A noi però si sono aggiunti alcune persone che erano scese al mare per una giornata di bagni ed hanno deciso, una volta che ci hanno visto al lavoro, di cambiare programma e di unirsi a noi. Si sono aggiunti alcuni residenti, esasperati per il degrado e l’incuria della zona, tra cui una commovente signora anziana che si è messa ad estirpare le erbacce praticamente a mani nude. Altri residenti invece ci hanno offerto generi di conforto. Si è aggiunto un magistrato che si stava recando al mare per quella stradina. Ci hanno dato una mano i tanti bagnanti, specialmente giovani, che, scendendo al mare, si sono fatti carico delle decine di sacchi di rifiuti, portandoli alla fine della discesa.
Siamo rimasti molto colpiti da un gruppo di adolescenti di C.mare (qualcuno li chiamerebbe con una espressione razzista “mao mao”) che ci hanno ringraziato per il lavoro che stavamo facendo, ci hanno dato una mano con i sacchi di rifiuti e ci hanno raccontato il loro amore per quei luoghi, riferendoci che loro, una volta arrivati con la Vesuviana, avrebbero trovato più comodo scendere al mare attraverso via Murrano, ma preferiscono salire fino a Seiano e scendere al mare per via Marina d’Equa per godere della bellezza di quei luoghi.
Una piacevolissima sorpresa!
In conclusione, con quest’azione abbiamo voluto sottolineare diverse cose: 1) quando un’amministrazione è sorda a certi problemi i cittadini possono e debbono prendere l’iniziativa; 2) le strade per il mare dovrebbero essere al centro dell’attenzione di tutti perché, come insegna l’esperienza di Angelo Vassallo ad Acciaroli, questi interventi possono cambiare la qualità della vita ma anche la qualità della presenza turistica; 3) la scelta di esternalizzare il servizio di spazzamento ad una società privata (oggi il Comune di Vico Equense non ha più neanche uno spazzino!) è stata devastante per la nostra Città.
E adesso il Sindaco deve fare immediatamente due cose:
1) ordinare la pulizia del tratto di strada di proprietà della Gori diventato discarica abusiva e provvedere al l’installazione di una telecamera.
2) emanare un’ordinanza per l’immediata rimozione dalla sede stradale dell’ultimo tratto di via Marina d’Equa di tutti i materiali depositati dai privati della zona.
Solo così potrà dimostrare di avere a cuore il bene del nostro paese e la salvaguardia delle sue bellezze e non essere interessato solo ai corrugati, cioè quei tubi rossi che nelle foto vediamo spuntare al posto delle antiche lastre di pietra arenaria!

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RispondiElimina...siamo piacevolmente sorpresi nel vedere che l"operatività" del sindaco del fare, alias telearredo, ha contagiato tutti....complimenti...bisogna fare invece di parlare....sempre così...
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