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giovedì 21 agosto 2008

Sommese: «Centrodestra senza classe dirigente, ma il Pd si svegli»

Il Partito democratico deve darsi la carica. Una sorta di sveglia e prepararsi, come sta già facendo il Pdl, ad affrontare i prossimi appuntamenti elettorali, a cominciare dalle consultazioni provinciali, comunali e regionali. È quanto afferma Pasquale Sommese, consigliere regionale e vicesegretario provinciale di Napoli del Partito democratico. «Oggi — spiega — abbiamo due conferme: la prima è che il Pdl non ha alcuna intenzione di diventare un vero partito unico del centrodestra, giacché rischierebbe di essere pesantemente penalizzato dal sistema elettorale in vigore alle prossime elezioni per il rinnovo degli enti locali. L'altra conferma è che la classe dirigente campana del centrodestra mostra tutta la sua incapacità a elaborare una proposta elettorale convincente, se è vero, come leggo dal Corriere del Mezzogiorno, che è costretta a cercare tra gli imprenditori il possibile candidato alla presidenza della Regione, in una partita che vede impegnati i nostri avversari a corteggiare imprenditori del calibro di Marinella, Punzo e D'Amato». Certo, ammonisce Sommese, ma il Partito democratico non è che stia esibendo un volto più rassicurante. Anzi. «È proprio così — conferma il numero due del Pd napoletano —: non possiamo continuare a fare gli spettatori delle vicende politiche. Con gli esponenti del Pdl che si affrontano sui giornali a colpi di proposte, sia pure dimostrando tutti i limiti della propria capacità di sintesi politica, e noi che non riusciamo a superare le difficoltà registrate da Bassolino sull'emergenza rifiuti. Non si può negare — dice il consigliere regionale — che noi, in confronto al Pdl, una classe dirigente locale ce l'abbiamo e non aspetta che sottoporsi alle prossime prove elettorali». Così come viene auspicato in casa Pdl, anche per le sorti future del Pd Sommese esorta a stabilire nuovi rapporti di dialogo con l'Udc: «Occorre affrontare un confronto ravvicinato con il partito di Casini e De Mita se vogliamo presentarci adeguatamente alle future sfide elettorali. Altrimenti, saremo noi ad accusare i problemi maggiori, continuando ad adagiarci sui luoghi comuni e a non ragionare» (A. A. da il Corriere del Mezzogiorno)

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