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domenica 30 gennaio 2011

Inquinamento del mare, Wwf penisola sorrentina le nostre denunce inascoltate

Sorrento - "L'arresto di un "mucchio" di presunti criminali, che hanno sversato premeditatamente percolati e liquami nel nostro mare, ci lascia sgomenti - dice il WWF -, ma ci dà un soffio di ottimismo nel prendere atto che, nonostante tutto, c'è ancora chi, tra le forze dell'ordine e giudiziarie, lavora per garantire la salvaguardia dell’ambiente e il rispetto delle leggi. Gli accorati allarmi del WWF sulla situazione del mare inquinato in penisola sorrentina sono stati sempre forti, decisi e coraggiosi, e poter leggere "fatti" che dimostrano oggi che tutte le nostre denunce non si basavano su "falsi allarmismi " e/o su "invenzioni strumentali", come spesso hanno affermato taluni politici e amministratori locali, preoccupati più a tenere nascosto il problema che a trovare reali risposte o soluzioni convincenti, non può che farci riflettere e, nello stesso tempo, garantirci dalle minacce ricorrenti di "procurato allarme" (giunte da politici in primis ma anche, e purtroppo, da parte di taluni che avrebbero dovuto invece accertare i reati!!!) Resta lo sgomento e l'impotenza di fronte ad azioni di enorme violenza contro l'ecosistema mare. Fino a quando il nostro mare riuscirà ad autodepurarsi??? Per l'intera estate trascorsa i volontari del WWF hanno con dovizia di dettagli documentato la situazione del mare in penisola sorrentina, spesso analizzandone in laboratorio la qualità delle acque. I nostri dati sono però sempre stati sbugiardati dalle analisi ufficiali dell’ARPAC che, delegata per legge alla materia, accertava il più delle volte la balneabilità e l’assenza di inquinanti a norma di legge nel mare di Sorrento. Fin quando poi la Procura della Repubblica, insospettita da macroscopiche incongruenze, non decise di indagare sulle modalità di analisi messe in essere da tale Agenzia e da 14 dei suoi dipendenti e funzionari. Siamo stati testimoni, come in un film già visto, di un mare di colore verde e di vaste chiazze bianche-giallognole, schiumose e maleodoranti, con scaglie di sostanze marroni in sospensione. La visibilità sott’acqua era quasi nulla e le alghe verdi apparivano cresciute a ritmo esponenziale. In alcuni punti le pietre del fondale sono apparse coperte da alghe mucillaginose, a testimonianza dell’eutrofizzazione provocata dall’eccesso di nutritivi, nitrati e fosfati, contenuti nei detergenti e scarichi fognari. Cresciute a ritmo esponenziale anche le cozze, organismi che la Natura ha deputato al filtraggio del nostro mare. Evidenti scompensi sono stati osservati a riguardo delle specie ittiche con l’aumento numerico di alcune di esse (che dall’inquinamento trovano fattori positivi di crescita) a discapito di altre. Alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine va il nostro plauso e la richiesta di continuare ad indagare (spostando le attenzioni anche sugli impianti e scarichi presenti nella turistica Terra delle Sirene!!!) per scoprire TUTTI i colpevoli di un disastro ambientale di una portata non più tollerabile."

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