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venerdì 23 dicembre 2011

Botti a Procida: tutti in piazza per i marinai

Bocche cucite a Piano di Sorrento, il Sindaco: Ora festeggiamo il Natale

Attesa ed euforia alle stelle a Procida che si è preparata per tutto il pomeriggio di ieri alla festa per la liberazione della Savina Caylyn: in centinaia ieri erano in piazza ad attendere l’arrivo del loro “eroe”. «Stiamo tutti aspettando la telefonata che il comandante Lubrano farà alla moglie e poi daremo il via ai festeggiamenti con fuochi d'artificio e caroselli di automobili» aveva detto nel pomeriggio con entusiasmo Valeria Barone del comitato “Liberi subito” che da mesi aveva intrapreso una battaglia per sensibilizzare l'opinione pubblica e le autorità statali ad intervenire. «Procida è pronta alla festa, si aspetta solo che la Savina Caylyn entrerà nel pieno possesso dei militari italiani e che il comandante Lubrano chiami la moglie» ha poi aggiunto il sindaco di Procida, Vincenzo Capezzuto che appena appresa la notizia della liberazione ha annunciato grande festa con fuochi pirotecnici e gioia alle stelle, anticipando il Capodanno sull’isola di Graziella. «Siamo una comunità marinara - ha detto ancora il sindaco di Procida - è nato un comitato che si è confrontato con il governo e la comunità internazionale per far fronte al problema. Il riscatto? Interessa poco, quel che importa è che i nostri marittimi tornino a casa. Il pagamento del riscatto ci interessa poco. L'esperienza ci dice che i marittimi saranno a Procida non prima di 10 giorni, adesso bisogna scortare la nave fuori dalle acque somale». «Ci dovrà essere un tempo in cui si discuterà di pirateria, - ha poi concluso Capezzuto - io penso che questo sia un argomento che deve essere approfondito perchè la marina mercantile contribuisce alla ricchezza del nostro Paese». «Per la comunità isolana e per l’intera categoria dei marittimi – dice Pasquale Sabia, componente del Collegio Capitani di L.C e Macchina di Napoli – è finito un incubo. Nonostante ci sia ancora tanto da fare per sconfiggere un fenomeno, come quello della pirateria marittima, forse antico quanto l’uomo, la vicenda che ha coinvolto le navi italiane ha portato tutte le autorità coinvolte a fare dei grossi passi avanti sia per quanto riguarda l’aspetto legislativo sia per quanto riguarda le modalità organizzative e a bordo delle navi». Grande felicità ma bocche cucite invece a Piano di Sorrento dove la notizia della liberazione di Gianmaria Cesaro è stata salutata con immensa gioia da amici e parenti: «Abbiamo appreso la notizia dai telegiornali - afferma Antonio Cesaro, papà di Gianmaria - ma fino a quando non arriverà una comunicazione ufficiale ci andremo con i piedi di piombo. Sono stati mesi terribili. Durante questo periodo siamo stati continuamente tenuti sul chi va là. Sono sicuro che la Farnesina ci darà presto notizie certe a riguardo. L’ultima volta che ho sentito mio figlio è stato circa venticinque giorni fa, dalla voce sembrava stesse e bene, ma non ne sarò sicuro fino a quando non lo vedrò. Mi auguro che stia in buonostato salute, così come quando è partito». Antonio, che alle spalle ha quasi quarant’anni di navigazione tra navi da carico e yacht privati, ha più volte dichiarato la sua preoccupazione ai giornali. Conosce bene le rotte che conducono in India, Malesia, Singapore e Suez. Mai, però, avrebbe creduto che la navigazione in determinati tratti di mare potesse essere tanto pericolosa. Soddisfatto anche il sindaco Giovanni Ruggiero: «Siamo contentissimi, non riusciamo a dire altro perché le parole in questi mesi si sono consumate. È stato il più bel regalo di Natale che la città di Piano di Sorrento potesse ricevere. Abbiamo istituito una commissione sulla questione per valutare il tipo di accoglienza da riservare a Gianmaria». (Fonte: Ilenia De Rosa e Guglielmo Taliercio da il Roma)

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