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mercoledì 30 gennaio 2013

Addio Cassa Marittima, sos al governo

Renato Balduzzi
Appello dell’associazione «Gente di Mare» al ministro Balduzzi «Interminabili code per le visite pre-imbarco, lavoro a rischio»

Fonte: Metropolis 

Sorrento - La rivolta continua. E spunta anche un sos al ministro della salute, Renato Balduzzi. I marittimi della penisola sorrentina non ci stanno alla rivoluzione dell’assistenza sanitaria che scatterà dal prossimo primo aprile. Non ci sarà più il rapporto diretto con i medici della Cassa marittima e bisognerà passare direttamente dagli uffici dell’Asl. Con notevoli problemi per gli ufficiali, al di là delle lunghe liste d’attesa a cui potrebbero far fronte. Una novità che fa imbufalire i marittimi della penisola sorrentina che temono pesanti ripercussioni sull’assistenza. «Non ci stiamo» fa sapere l’associazione «Gente di Mare» della penisola sorrentina presieduta da Antonino Persico che ha trasmesso d’urgenza una lettera rivolta non solo ai sindaci ma anche al ministero della salute. C’è preoccupazione perché la gestione delle ormai ex-casse marittime passerà ufficialmente di competenza: ad occuparsene saranno le Asl regionali. I marittimi temono che il cambio di programma potrebbe comportare pesanti conseguenze: in particolare, a finire nel mirino, le interminabili code d’attesa che non si «conciliano» con le esigenze degli ufficiali.

«Il 31 marzo, per il personale navigante è una data di valore pari a quella del 21 dicembre 2012 per i Maya - si legge sul sito dell’associazione -. Dal primo aprile si andrà a verificare un evento, di natura imprecisata e di proporzioni planetarie, capace di produrre una signifi cativa discontinuità storica con il passato di questi due settori, una qualche radicale trasformazione del sistema assistenza sanitaria al personale navigante». Il caso insomma resta aperto: «Il lavoro marittimo per la sua specialità ha sempre goduto fin dai tempi delle Repubbliche Marinare e non solo in Italia, di specifiche istituzioni aventi come scopo assistenziale e mutualistico. Ad oggi o almeno fino al giorno 31 marzo, l’assistenza sanitaria in Italia è assicurata agli appartenenti a tali categorie che ne abbiano diritto attraverso poliambulatori dipendenti dalla direzione generale delle risorse umane e professioni sanitarie del ministero della sanità, ubicati in prossimità di porti». Le prestazioni vengono erogate, sia in forma diretta che indiretta, e spaziano dalla medicina generale e specialistica all’assistenza farmaceutica. Per beneficiare dell’assistenza è necessario inoltrare al ministero della salute un’apposita domanda di iscrizione, da presentare direttamente o tramite l’impresa armatoriale di appartenenza. I marittimi chiedono «in tempi brevi» che «venga chiarito quale sarà il futuro in materia di assistenza sanitaria ai naviganti all’interno delle Asl». Per quanto riguarda gli ambulatori Asl, al momento interpellati, i marittimi evidenziano che «sembrano non conoscere il problema e tanto meno non conoscono quali sono le priorità che l’industria marittima, ha nel dover collocare i propri lavoratori. Ne consegue che il personale navigante, per non perdere il proprio posto di lavoro, ha diritto ad una assistenza all’interno dell’Asl, identica a quella attuale, pena perdita del lavoro, licenziamenti».

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