Pagine

venerdì 27 settembre 2013

Difendiamo i beni comuni della Penisola Sorrentina

Penisola Sorrentina - Il concetto di “bene comune” è sempre più utilizzato nella quotidiana dialettica politica, e anche in penisola sorrentina sta mettendo le sue salde radici. Questo perché alcuni beni comuni del nostro territorio sono bersaglio degli interessi e delle speculazioni dei privati. E’ perdita di bene comune anche l’abusivismo edilizio, la distruzione dei nostri tipici giardini d’agrumi fino all’evasione fiscale, ai tavolini dei bar posti in strada senza autorizzazione e così via. Ma, ancora più eclatante, è la svendita del patrimonio di tutti i cittadini in favore di investitori privati. Oggi, nei nostri Comuni si sta combattendo contro due importanti progetti di privatizzazione dei beni comuni: Villa Fondi a Piano di Sorrento e il Parcheggio Comunale Achille Lauro a Sorrento. Due immobili diversi per storia e caratteristiche ma entrambi risorsa per i cittadini e per gli enti comunali. I rispettivi comitati in difesa del bene comune, dopo una fase organizzativa, hanno entrambi indetto una petizione popolare per far sentire ai nostri amministratori la voce dei tanti cittadini che non vogliono lasciare le proprietà di tutti in mano a pochi. “I Giovani Democratici – esordisce il coordinatore Francesco Mauro – aderiscono ufficialmente alle battaglie in difesa di Villa Fondi e del Parcheggio Comunale Achille Lauro. Invitiamo, quindi, i nostri iscritti e simpatizzanti a firmare le petizioni promosse dai comitati civici, a condividerne il pensiero e l’impegno coinvolgendo familiari e amici a fare altrettanto. Troppo spesso si sente dire che la gestione privata è migliore di quella pubblica: non è vero! Come cittadini dobbiamo pretendere che chi si occupa della cosa pubblica lo faccia con la massima efficienza, dobbiamo pretendere qualità dai nostri amministratori!”

Giovani Democratici Penisola Sorrentina

Nessun commento:

Posta un commento

La qualità e l’efficacia del blog dipendono quasi interamente dai vostri contributi. Si raccomanda, perciò, attinenza al tema, essenzialità e rispetto delle elementari regole di confronto. I messaggi diffamatori, scritti con linguaggio offensivo della dignità della persona, razzisti o lesivi della privacy, pertanto, non saranno pubblicati.