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mercoledì 23 aprile 2014

Crisi dell’imprenditoria: sabato 26 aprile Idv promuove tavola rotonda a Napoli

Intervengono il sindaco Luigi de Magistris, il segretario regionale Nello Di Nardo e il segretario nazionale Ignazio Messina

“La crisi dell’imprenditoria: c’era una volta la grande impresa italiana: il caso FIAT”. Questo il titolo dell’evento che Italia dei Valori ha programmato per sabato 26 aprile a Napoli alle ore 16:30. Ad aprire l’evento il sindaco Luigi de Magistris ed il Segretario IdV Campania Nello Di Nardo, a seguire gli interventi di Alberto Bagnai professore di Politica Economica presso l’Università di Chieti Pescara, Adriano Giannola Presidente SVIMEZ, Giuseppe Bortolussi Presidente CGIA Mestre, Alessandro Lelli Responsabile del Laboratorio Economia di IDV e professore di Marketing presso l’Università di Bologna e Giovanni Esposito autore del libro “C’era una volta l’auto italiana. Da Leonardo da Vinci a Sergio Marchionne”, conclude l’incontro il Segretario Nazionale dell’Italia dei Valori Ignazio Messina. “Il caso FIAT – dichiara Messina - è l’emblema di una politica industriale in Italia oramai da reinventare. Siamo passati dalla grande industria e dal boom economico ad intere aree un tempo simbolo della produzione migliore dove ora troviamo soltanto desolazione. Da anni diminuiscono i posti di lavoro nel manifatturiero, da anni l’industria non crea posti di lavoro, da anni sceglie di delocalizzare ad un costo del lavoro più basso lasciando a casa migliaia di lavoratori e spianando la strada ad una concorrenza sleale dove a farne le spese è la nostra economia. Si tratta a questo punto di capire come favorire la nascita e lo sviluppo di nuove imprese. perché secondo noi le imprese sono il vero antidoto alla crisi. Non basta però puntare sulle start up innovative se poi in Italia continuano a non esserci le condizioni favorevoli perché le imprese possano svilupparsi e generare occupazione.
 
Per offrire un futuro alle giovani generazioni occorre sicuramente facilitare la creazione d’impresa ma è anche indispensabile dare segnali concreti alle imprese già esistenti e assicurare la continuità e la solidità del nostro tessuto produttivo”. “Una perdita del 25% della produzione industriale e della competitività sono le preoccupanti conseguenze di un settore industriale in grave crisi mentre sta crescendo una guerra tra poveri che si gioca sull’abbassamento dei salari e dello stato sociale.” – Aggiunge Alessandro Lelli Responsabile Laboratorio Economia IDV. “Analizzare la crisi dell’imprenditoria italiana significa capire quello che gli imprenditori avrebbero dovuto fare negli ultimi 20 anni e che non hanno fatto ed indagare anche sulla relazione che ci può essere tra questa situazione e la politica della UE, moneta unica inclusa. Stiamo perdendo tutti i settori di base (chimica, siderurgia, etc) e tantissimi fiori all’occhiello in tantissimi settori, dalle motociclette alle automobili, dalla moda all’agroalimentare, dalla telefonia all’elettronica, così le aziende chiudono e vengono acquistate da grandi gruppi internazionali che le rilanciano con successo mentre la nostra economia muore”.

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