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giovedì 30 aprile 2015

Addio Cinque: non è più sindaco

Gennaro Cinque
Sì alla decadenza, lascia dopo 9 anni: «Sono un po' triste». Ora si candiderà alle Regionali: Vico Equense si divide 

Fonte: Salvatore Dare da Metropolis 

Vico Equense - Alla fine il "trucco" è servito. Gennaro Cinque non è più sindaco di Vico Equense grazie allo stratagemma del ricorso contro il "suo" Comune per un bagno, forse, abusivo. «Sono sincero, nel cuore c'è un po' di tristezza. Ma ora ho una nuova sfida. Lo dico da "ei fu" sindaco» sussurra appena viene dichiarato decaduto dai consiglio comunale. Assessore ai lavori pubblici da! 2001 al 2005, Cinque ha indossato la fascia tricolore dal 2006 fino a ieri sera. «Nove anni intensi, vissuti tutti d'un fiato». Ora scatta la bagarre per le elezioni Regionali in cui Cinque sarà in lista con Forza Italia. Una candidatura conquistata dopo aver ottenuto dalla giunta del governatore Stefano Caldoro la delibera che trasferisce al Comune di Vico Equense la gestione del Monte Faito. Era una "condicio sine qua non" fissata da Cinque prima di accettare la candidatura. Una volta rispettata da Caldoro, è partito l'iter per decadere. Il cerchio si chiude dopo 20 giorni di fuoco. Per scongiurare il rischio del commissariamento, Cinque ha blindato la maggioranza su un iter giunto al termine ieri sera, quando il consiglio comunale - alle 20.41 - ha sancito la decadenza. Manco a dirlo, è bufera. L'opposizione ha disertato la seduta del consiglio convocata per la terza volta consecutiva sul caso dell'incompatibilità. Gli anti-Cinque erano a casa. Tranne l'ex primo cittadino Giuseppe Dilengite, andato all'attacco del sindaco prima di allontanarsi al momento del voto: «Vicenda anomala» ha tagliato corto il consigliere di minoranza che ha sollevato ombre sul ricorso di Cinque. L'ex sindaco si è rivolto al Tar impugnando la nota di avvio del procedimento con cui l'ufficio urbanistica del Comune gli ha contestato la legittimità del bagno situato nel suo salone di arredamenti. Un escamotage, cosi come ha ammesso lo stesso Cinque giorni fa: «Avevo pensato a farmi multare per divieto di sosta e fare ricorso, ma ora c'è questa vicenda...». Questa vicenda è frutto - stando a ciò che dice Cinque - di un "corvo". Eppure, secondo Dilengite, quell'abuso - già contestato nei 2006 - è al centro di una procedura amministrativa «mai conclusa». Gli altri consiglieri di minoranza Natale Maresca, Claudia Scaramellino e Andrea Lauro hanno disertato l'aula: «Saremo presenti appena verremo chiamati a discutere non delle ambizioni personali di singoli ma dei numerosi problemi della città».

A rinfocolare le polemiche ci hanno pensato l'assenza in aula del consigliere di maggioranza Andrea Buonocore (in rotta con la giunta) e il voto contrario di Maurizio Cinque, presidente dell'assise cittadina, che quando due anni fa si dimise il predecessore Matteo De Simone, fu eletto con i voti dell'opposizione e dei dissidenti della squadra di governo. In tutto, ieri, sono bastati 8 si. Adesso il Comune è nelle mani di Benedetto Migliaccio, vicesindaco, nominato da esterno. Proprio come gli altri assessori. Una giunta tecnica, insediatasi dopo il voto del 2011, su cui pende la richiesta di azzeramento dei colonnelli della maggioranza che mirano a ottenere la promozione nell'esecutivo.

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