Pagine

mercoledì 27 dicembre 2017

27 dicembre `47, oggi la Carta compie 70 anni

Roberto Benigni in tv la definì la «più bella del mondo». Non è un'attrice ma la Carta Costituzionale che compie settant'anni. Venne firmata il 27 dicembre del 1947, dopo 18 mesi di lavoro dell'Assemblea Costituente, dall'allora Capo Provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, in una sala di Palazzo Giustìniani. Entrata in vigore il primo gennaio 1948, consta di 139 articoli e di 18 disposizioni transitorie e finali. Tra i protagonisti di quella stagione straordinaria i leader dei grandi partiti antifascisti, da Alcide De Gasperi a Palmiro Togliatti, da Giuseppe Saragat a Bernardo Mattarella, il padre del Presidente della Repubblica, da Concetto Marchesi all'azionista Piero Calamandrei. Tra loro anche 21 donne, 9 Dc e comuniste, 2 socialiste e una del movimento dell'Uomo qualunque, in rappresentanza delle donne che per la prima volta, nella storia italiana, il 2 giugno '46, avevano esercitato il diritto di voto. L'anniversario viene celebrato dalla Presidenza del Consiglio attraverso un vero e proprio «Viaggio della Costituzione», un tour in dodici tappe per portare la Carta fisicamente e idealmente in giro per l'Italia, per avvicinarla agii italiani m modo da rafforzare il loro senso di appartenenza alla Repubblica. La prima tappa è stata l'11 settembre a Milano, città simbolo della Resistenza Dopo il capoluogo lombardo toccherà a Catania il 5 ottobre, quindi il 23 novembre a Reggio Calabria e il 14 dicembre Bari. Nelle prossime settimane il giro proseguirà a Cagliari, Aosta, Roma, Venezia, Firenze, Trieste, Assisi, per chiudersi a Reggio Emilia. A ciascuna delle città sono associati uno dei primi dodici articoli, recanti i principi fondamentali, e un tema, intorno al quale saranno promosse occasioni di incontro e dialogo. (Fonte: Il Mattino)

Nessun commento:

Posta un commento

La qualità e l’efficacia del blog dipendono quasi interamente dai vostri contributi. Si raccomanda, perciò, attinenza al tema, essenzialità e rispetto delle elementari regole di confronto. I messaggi diffamatori, scritti con linguaggio offensivo della dignità della persona, razzisti o lesivi della privacy, pertanto, non saranno pubblicati.