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domenica 31 dicembre 2017

Il bambino che parla ai cavalli. A 12 anni star degli ippodromi

Salvatore, due volte campione d'Italia della sua categoria 

Fonte: Ciriaco M. Viggiano da Il Mattino 

Sorrento - Di anni ne ha compiuti 12 soltanto due settimane fa. Eppure, a dispetto di quanto rivela la sua carta d'identità, non gli mancano determinazione, consapevolezza dei propri mezzi e una calma olimpica che gli consente di scavare un solco tra sé e gli avversari anche quando le gare sembrano complicarsi. È grazie a queste doti che Salvatore Pollio è riuscito ad aggiudicarsi, per la seconda volta nella sua finora breve carriera, la Coppa Italia di equitazione recentemente disputatasi a Manerbio; un successo che proietta il giovane cavaliere sorrentino nell'elite delle maggiori promesse di questa disciplina a livello regionale e nazionale. Che fosse destinato a sfondare nell'equitazione era probabilmente già scritto. Salvatore ha meno di due anni quando, passeggiando in Piazza Tasso, papa Antonino gli mostra le tipiche carrozze sorrentine trainate da cavalli: «Gli bastava vedere quegli animali per andare in visibilio - racconta Antonino - A quel punto diventava impossibile portarlo via». E così il genitore accompagna Salvatore al maneggio sui Colli di San Pietro, a Piano di Sorrento, per un semplice giro di prova. Tra il bambino e l'equitazione, invece, è amore a prima vista: da quel momento non scenderà più da cavallo e si affiderà a Michele De Angelis, titolare del centro ippico Sorrento Equitazione, per sfondare in questa disciplina. Il padre gli regala quindi un cavallino, a quattro anni arrivano i primi impegni agonistici. L'esordio assoluto avviene a Napoli, dove un paio di errori impediscono a Salvatore di vincere. «Successivamente si è rifatto», chiosa Pollio senior che oggi è il primo tifoso del figlio. E in effetti, oltre a vincere la Coppa Italia pony di primo livello nella categoria h90 già nel 2015, il mini cavaliere sorrentino partecipa ai campionati italiani, viene selezionato dal Comitato campano della Federazione italiana sport equestri (Pise), prende parte alle Ponyadie alla Fiera cavalli di Verona. Nel 2017 è presente ai nastri di partenza in diverse regioni d'Italia, classificandosi sempre tra i primi tre nelle categorie h100 e h110, oltre a piazzarsi al secondo posto ai campionati regionali under 13. Infine, a Manerbio, il trionfo nella Coppa Italia pony nella categoria B100, dove Pollio compie un autentico miracolo.
 
La sua pony, Rayon de Soleil, è reduce da un infortunio al tendine sospensore che le ha imposto circa sei mesi di riabilitazione. Ritrovare l'intesa con l'animale dopo uno stop così lungo è impresa ardua, ma il cavaliere resta concentrato, offre una prova perfetta e si porta a casa il titolo. «Sono felice per il traguardo raggiunto con Rayon - commenta Salvatore - Si è ripresa bene dopo la riabilitazione, sapevo che ce l'avremmo fatta. Ricevere la medaglia mi ha fatto un enorme piacere e sono felice soprattutto per mio padre che mi sostiene costantemente ed è il mio più grande fan». A un talento come Pollio, certi risultati appaiono quasi come il frutto di «ordinaria amministrazione». In realtà, dietro successi del genere c'è un lavoro costante e meticoloso. D'inverno, complici gli impegni scolastici, Salvatore monta prevalentemente di sabato e di domenica. D'estate invece, quando lo studio gli lascia un po' di tregua, gli allenamenti diventano quotidiani e offrono al 12enne sorrentino la possibilità di prepararsi al salto degli ostacoli, di trottare, lavorare in piano con la pony così da poterne ottenere un ottimo controllo. La differenza, però, si fa in gara. Ed è qui che Salvatore riesce a esprimere il meglio di sé. Merito di una concentrazione e di una freddezza che gli consentono di cavalcare ad alti livelli anche quando le cose sembrano mettersi male. In più, Pollio fa tutto da solo. A differenza di molti suoi avversari non ha un nutrizionista che curi l'alimentazione sua e della pony ne un mental coach che lo aiuti a trovare le motivazioni e a superare le ansie in vista delle gare. E il groom, la figura chiamata a preparare il cavallo in vista delle competizioni? Nemmeno a parlarne. È Salvatore in persona a provvedere ai bisogni dell'animale al quale, in virtù di un'esperienza da veterano, riesce a infondere tranquillità fino a realizzare un binomio perfetto. Così colma il gap che (sulla carta) lo separa dai pari età provenienti da Lombardia e Veneto, dove l'equitazione vanta una tradizione radicata negli anni: in Campania, purtroppo, scarseggiano le strutture dove i giovani possano avvicinarsi a questa nobile disciplina. Non è un caso, d'altronde, che nella nostra regione le speranze per il futuro siano affidate à pochi ragazzi tra i quali, ovviamente, spicca proprio Pollio. Per talenti così puri, tuttavia, le statistiche contano fino a un certo punto. Soprattutto quando alle spalle si ha una famiglia pronta a qualsiasi sacrificio pur di vedere il proprio rampollo primeggiare sul campo. Ne sanno qualcosa Antonino Pollio, imprenditore, e la moglie Maria Rosaria, casalinga, che fanno fronte a forti spese per il mantenimento dei cavalli, per gli allenamenti e per le trasferte del figlio. E così anche Maria Matilde, Eugenia e Annamaria, le tre sorelle di Salvatore, che non lesinano il proprio sostegno psicologico a quel fratellino diventato un enfant-prodige. «Ad accompagnarlo al centro ippico, però, sono io perché mia moglie è terrorizzata dal pensiero di una caduta», scherza Pollio senior. Che per il figlio, tuttavia, sogna un futuro lontano da stalle e campi di equitazione. Magari nei cantieri dell'impresa di famiglia, specializzata nella produzione di gozzi sorrentini e yacht. Peccato che a un ragazzino determinato e consapevole come Salvatore sarà difficile far cambiare idea: «L'equitazione fa parte della mia vita. Montare, saltare, accudire il pony e riempirlo di attenzioni sono per me cose naturali E su questa strada intendo continuare».

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