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sabato 30 dicembre 2017

San Leonardo, un infermiere su due lavora part-time

Ospedale San Leonardo
Fonte: Fiorangela d'Amora da Il Mattino

Castellamamre di Stabia - Un boom di inabili al lavoro. Nell'ospedale San Leonardo il personale c'è, la pianta organica è al completo, ma la metà dei dipendenti lavora beneficiando delle agevolazioni previste dalla legge 104 e di varie limitazioni conseguenti al riconoscimento di invalidità. Per ogni turno, su sei infermieri due lavorano con orari ridotti perché affetti da disabilità grave o perché hanno in casa una persona con handicap in situazione di gravita. Altri invece, compresi alcuni operatori socio sanitari(0ss) non possono trasportare ammalati o spostare barelle perché affetti da patologie che impediscono la «movimentazione manuale di carichi e/o pazienti». E così la direttrice dell'Asl Na3 Antonietta Costantini chiede l'invio all'ospedale di ispettori regionali e ministeriali; il fenomeno di «esenzioni nel personale medico e infermieristico» è per lei un'anomalia sulla quale è necessario accendere i riflettori. Anomalia che la manager denunciò all'inizio dell'anno, quando scoppiò il caso riguardante l'ospedale di Noia, con scene di malati sdraiati a terra per assenza di letti e barelle in Pronto Soccorso. In un confronto con il ministro della Salute Lorenzin durante una puntata di «Porta a Porta» la Costantini alzò il velo sulle condizioni di lavoro del personale all'interno di alcuni ospedali campani. I numeri parlano chiaro. All'interno del Pronto Soccorso del San Leonardo lavorano 42 unità: di queste 31 sono infermieri e 11 operatori socio sanitari. Il 50 per cento, precisamente 22 dipendenti, lavorano con limitazioni.
 
Una percentuale altissima, cinque volte superiore rispetto alla media regionale che si ferma al 9 per cento. Nel reparto di Medicina d'Urgenza e Pronto Soccorso i medici sono 20. Di questi, quattro ad oggi usufruiscono di limitazioni e agevolazioni della legge 104. «La dotazione organica della medicina di urgenza e pronto soccorso dell'ospedale San Leonardo è pari a quella di un azienda ospedaliera di grandi dimensioni- commenta la Costantini - per cui implementare ulteriormente gli addetti significherebbe andare in esubero di personale; ma con questo stato di cose è difficilissimo assicurare le prestazioni». Costretto a implementare il personale a fronte di un numero sempre crescente di addetti con mansioni ridotte, il direttore generale annuncia formale denuncia al presidente della Regione Vincenzo De Luca: «Una situazione che sta determinando la paralisi del sistema sanitario Asl Napoli 3 Sud nonostante gli sforzi per adeguare le strutture e unificare i processi assistenziali», afferma. Il 18 dicembre la Costantini aveva inaugurato la nuova unità operativa del Pronto Soccorso di Castellammare: l'area di osservazione breve intensiva O .b. i. Uno spazio ancora non funzionante a causa della carenza di personale, secondo quanto denunciato più volte dai sindacati. I turni m reparto si compongono in questo modo: negli orari centrali della giornata, quando sono previsti sei infermieri e 3 Oss succede che ben 4 infermieri e 2 operatori facciano un orario di lavoro ridotto per le agevolazioni previste dalla legge. Nel migliore dei casi invece, quando in servizio ci sono 5 infermieri e 2 oss, sono «soltanto» due i lavoratori a orario ridotto e con mansioni particolari. Una babele che si ripete con le stesse percentuali anche in altri reparti. E le verifiche, chiede la manager Costantini, «dovranno essere effettuate anche sui medici che riscontrano tali limitazioni».

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