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martedì 23 gennaio 2018

Elezioni Politiche, la grande fuga dal Consiglio regionale della Campania

Sono venti quelli che ambiscono a una candidatura alla Camera o al Senato. Nel Pd sono in sette, otto quelli del centrodestra. Gli altri tra deluchiani e sinistra

Fonte: Angelo Agrippa da Il Corriere del Mezzogiorno

Tutti in fuga dal consiglio regionale della Campania, ad appena due anni e mezzo dall’inizio della legislatura. I partiti rincorrono gli eletti, considerati detentori di consenso (del resto sono rimasti i soli, assieme ai consiglieri comunali, ad essere legittimati dalle preferenze elettorali) e i consiglieri regionali inseguono l’opportunità di una candidatura alle prossime elezioni politiche (dato che la condizione del parlamentare nazionale, assieme a quella dell’eurodeputato, è l’unica, tra i vari livelli di rappresentanza democratica, ad aver conservato la maggior parte di benefit e privilegi). Sono all’incirca una ventina su cinquanta (escluso il presidente della giunta) gli esponenti regionali che accarezzano l’ambizione di lasciare il seggio attuale per quello ben più remunerato di deputato o senatore della Repubblica. Nel Partito democratico sono almeno 7 quelli che hanno presentato la richiesta di deroga per partecipare alle consultazioni del 4 marzo. Si va dal presidente dell’assemblea, Rosetta D’Amelio, pronta a scendere in campo nel collegio uninominale della Camera dell’alta Irpinia, al presidente della commissione sanità, Lello Topo, passando per il presidente campano del partito, Stefano Graziano, per quello della commissione ambiente, Gennaro Oliviero, e finendo agli altri due consiglieri Antonio Marciano ed a Loredana Raia.
 
Nel centrosinistra si vocifera da giorni del possibile impegno del rappresentante del gruppo De Luca Presidente, Francesco Todisco, ma sotto le insegne di Liberi e Uguali. Così come della candidatura di Luigi Bosco, esponente di Campania Libera, altro gruppo vicino al governatore Vincenzo De Luca. E del leader dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli. Sul fronte del centrodestra resta più incerta la situazione e forse tra poche ore si riuscirà ad avere un quadro più chiaro su coloro che saranno coinvolti in prima persona nella sfida elettorale di marzo, sebbene ad essi vadano aggiunti i candidati che risultarono tra i primi non eletti alle ultime consultazioni regionali: d’altronde, il limone dei consensi va spremuto fino in fondo in una competizione nella quale i partiti brancolano nel buio della loro inconsistenza strutturale e organizzativa e i 5 stelle sembrano essere tra i pochi addestrati ad attraversare il guado della sfida multitasking del web, dei gazebo, delle petizioni e della protesta orientata politicamente a sostegno delle istanze popolari. Sarebbero, dunque, otto gli esponenti del centrodestra in corsa per un posto in lista. Si va da Armando Cesaro, il capogruppo regionale di Forza Italia (sempreché non lasci strada libera alla ricandidatura del papà, il deputato Luigi, ma entrambi recentemente indagati per voto di scambio) a Flora Beneduce (anche lei indagata nella stessa inchiesta dei Cesaro e, per questo, le sue quotazioni risulterebbero in calo) e Severino Nappi, l’ex assessore regionale al lavoro che ha appena abbandonato il seggio in consiglio regionale a causa del reintegro di Pasquale Sommese, quest’ultimo arrestato nell’ambito di una indagine su presunte mazzette e da poco riammesso nel suo incarico pubblico. Spingono per un posto in lista pure i consiglieri Massimo Grimaldi e Gianpiero Zinzi, entrambi casertani. E Monica Paolino, consorte dell’ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti. Così come Alberico Gambino e Luciano Passariello, di Fratelli d’Italia. O Michele Schiano di Visconti, con un piede in maggioranza e l’altro con lo sguardo ammiccante al centrodestra.

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