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martedì 22 aprile 2008

Fini lascia ...

Martedì 29 aprile, Gianfranco Fini, diventerà presidente della Camera, la terza carica dello Stato. Il massimo finora raggiunto da un esponente della destra. Se accadrà, Fini dovrà lasciare la guida di Alleanza nazionale. Nessuno lo obbliga, certo. Ma il galateo istituzionale lo impone. Si chiude una fase storica durata oltre vent'anni. Fini arrivò al timone della destra italiana nel 1987, a Sorrento dove vinse il congresso del Msi. Una sola parentesi, due anni dopo, quando venne sconfitto da Pino Rauti. Parentesi breve, perché nel '90 Fini si riprese la guida. E l'ha mantenuta sino ad oggi. La settimana prossima scenderà i gradini di via della Scrofa e al posto suo arriverà un successore. Chi? E qui si esce dal campo delle certezze per entrare in quello delle indiscrezioni. La sua prima ipotesi era Altero Matteoli, l'uomo di cui si fida di più in assoluto. Il quale però ha fatto di tutto per declinare anche perché è destinato a guidare comunque un ministero di peso, molto probabilmente le Infrastrutture. Un ruolo sostanzialmente incompatibile con la guida di un partito. Fuori dai giochi anche Maurizio Gasparri perché andrà a fare il capogruppo al Senato del Pdl, dovrà rappresentare tutte le anime e tute le sensibilità del nuovo soggetto, e non è pensabile che contemporaneamente si metta a guidare anche un partito che ne rappresenta un pezzo. Dei big il più candidato al nuovo ruolo di reggenza resta dunque Ignazio La Russa.

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