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mercoledì 25 giugno 2008

Pd, guerre interne

Provincia di Napoli - «A poche ore dal congresso provinciale del Pd siamo ancora di fronte a una situazione concitata e caotica, che va nella direzione opposta rispetto a quell’idea, di cui tanti parlano, di un percorso serio e condiviso per affrontare il futuro del nostro partito e i difficili appuntamenti che abbiamo davanti a noi». Lo afferma Guglielmo Allodi, assessore alle risorse strategiche della Provincia di Napoli. Sarà una settimana decisiva per il Pd campano, arenato sulle buone intenzioni e diviso tra scelte di potere per la segreteria. Per Salvatore Piccolo sono due le alternative sul tavolo. «O si riconferma - dice - la Giammattei per un anno, fino al congresso provinciale, o si individua una personalità forte, condivisa, che non sia espressione di una parte».Per rimettere insieme i cocci si cerca disperatamente una figura di garanzia, oppure si pesca a caso tra Cozzolino e Nicolais. I bassoliniani chiedono la segreteria, ma devono scontrarsi con le aree Nicolais, Mazzarella, Piccolo e con i possibili alleati di Campania democratica. La componente di maggioranza che sostiene il segretario regionale Tino Iannuzzi si è divisa e tra i bassoliniani si guarda con fastidio all’atteggiamento di Pasquale Sommese, inoltre Tonino Amato e Berardo Impegno si sono posizionati autonomamente, staccandosi sia dai bassoliniani che da Sommese. L’ex senatore, Andrea De Simone, valutando la situazione, si dichiara nettamente contrario al Pd. «Ho deciso, da diversi anni, di non occuparmi di guerre tra bande, contrapposizioni personali, posizioni di potere e fedeltà a capicorrente», riferisce. Anche per l'assessore Allodi «tutto questo è incomprensibile soprattutto da parte dei tanti cittadini che hanno visto il Pd come un modo nuovo di interpretare la politica e la partecipazione democratica». In un momento di difficoltà per la regione sarebbe assolutamente necessario trovare un accordo e mettere da parte le divisioni. Secondo Allodi, infatti, «è indispensabile costruire un partito radicato e riconoscibile in ogni quartiere e in ogni città, che sappia farsi interprete dei bisogni reali dei cittadini e governato da chi sarà capace di mettere in campo una visione nuova, responsabile, unitaria e veramente riformista della politica». (M. B. Corriere del Mezzogiorno)

Picconatore, Cossiga concede il copyright

«Ho personalmente autorizzato l’amico Arturo Parisi di fregiarsi del titolo di picconatore». A spiegarlo è Francesco Cossiga che il soprannome se lo guadagnò quando era al Quirinale. «Ho pregato pure Parisi - spiega il senatore a vita - di farsi chiamare picconatore 2 a sua discrezione o ove ci fosse pericolo di far confusione».

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