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lunedì 25 maggio 2009

La nuova resistenza

Vico Equense - È stato entusiasmante, ieri sera al Palapartenope di Napoli, l’atmosfera durante l’interpretazione del canto, inno della resistenza italiana, “Bella Ciao”. Di fatto, tutti gli interventi che si sono susseguiti durante la manifestazione “Lotta per i Diritti” hanno avuto un filo che li ha uniti, ovvero: ci troviamo ad affrontare una NUOVA RESISTENZA ITALIANA. Dobbiamo recuperare l’animo del partigiano che è in noi, nei geni tramandatici dai nostri padri, per ridare vita all’orgoglio italiano, quello vero, fatto di voglia di difendere la nostra Costituzione ed i princìpi che essa sancisce: diritto alla democrazia, al lavoro, all’uguaglianza dinanzi alla Legge, all’istruzione, all’informazione, alla partecipazione attiva. Oggi ci troviamo in un momento di crisi profonda in cui tutti questi valori sono stati stravolti da chi intende depauperare il Parlamento dei propri poteri, da chi ha trasformato il lavoro in precariato a vita, da chi ha deciso che tutti gli altri sono uguali dinanzi alla Legge eccetto se stesso, da chi riesce a manipolare l’informazione dando spazio soltanto a gossip che distoglie la gente dai problemi seri. Alberto Lucarelli, professore di Diritto Pubblico alla Federico II e candidato alle europee, ha paragonato questo periodo storico a quello in cui in Italia i diritti dei cittadini non erano ancora garantiti dalla Costituzione, quando, cioè, Mussolini fece approvare i decreti che limitavano la libertà di stampa, che modificarono la legge elettorale, ripristinando il maggioritario con un grosso premio di maggioranza (2/3 dei seggi al partito di maggioranza relativa). Fece creare la figura del ‘capo del governo’ dotata del potere di convocazione e revoca dei ministri; avocò a sé il diritto di emanare decreti con valore di legge, fece emanare le “leggi fascistissime” che abrogavano tutte le libertà poi sancite dalla Costituzione dopo la caduta del Fascismo (stampa, associazione, eccetera), nacquero i Tribunale Speciali (ai quali si sta già arrivando con le previste riforme del processo penale, elezione dei P. M. e non obbligatorietà dell’azione penale, che significa che per lo stesso reato un cittadino viene posto sotto processo ed un altro no) ed i parlamentari dell’opposizione furono dichiarati decaduti; creò la polizia segreta, organo che non manca mai in qualunque regime dittatoriale. Di fatto, con i dovuti distinguo, possiamo dire che la legge elettorale (il porcellum) è stata fatta, l’immunità alla propria persona (lodo Alfano) pure, la libertà costituzionale di informazione, ha avuto un buon colpo, si sta lavorando allo svuotamento del Parlamento delle persone non volute e all’avocazione a sé dei poteri di legiferazione (vedi il ripristino del Ministero del Turismo eliminato da un referendum popolare nel 1996 con quasi l’83% dei voti, solo per far contenta la “rossa”-di capelli- Brambilla, vedi l’approvazione di Decreti Legge al posto di Leggi con il continuo ricorso all’istituto della “fiducia”). In realtà forse è un po’ indietro per quanto riguarda la polizia segreta ma intanto sono state approvate le ronde. Ed ora, che ritiene di aver adeguatamente narcotizzato l’opinione pubblica, è ritornato all’assalto aperto contro i Giudici. “Una mattina mi son svegliato ed ho trovato il dittator”. SVELIATEVI ORA GENTE, finché c’è tempo e non dimenticate: «È questo il fiore del partigiano morto per la libertà!» (di Marica Esposito Circolo SU VICO Italia dei Valori)

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