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giovedì 30 giugno 2011

Intervista al sen. Raffaele Lauro sul gioco d’azzardo

di Carla Isabella Elena Cace

In Italia il mercato del gioco d'azzardo, sia il cosiddetto legale o autorizzato che quello illegale, è in fortissima espansione. Tale costume sta producendo effetti devastanti sui redditi delle famiglie e sulle categorie più deboli, nonché un enorme aumento dei reati quali l'usura. Più in generale, vi è un riflesso altamente negativo sul "sistema Paese", derivante da un'obiettiva, strutturale maturazione della criminalità di tipo mafioso, con la replica del suo modello operativo in tante località non ancora del tutto inquinate dal suo insediamento. Nonostante le segnalazioni, gli accordi internazionali e i regolamenti adottati dai singoli stati, i casinò e le sale da gioco non cessano di rappresentare un collaudato e sicuro canale di riciclaggio, poiché operano con grandi volumi di denaro contante, mentre offrono servizi finanziari dedicati, quali linee di credito, cassette di sicurezza e trasferimento di fondi. Il Pdl ha approvato una mozione urgente per cercare di arginare il fenomeno. Vediamo quali sono le proposte insieme al senatore Raffaele Lauro, componente della Commissione Antimafia. Quali misure prevede la mozione, senatore Lauro? "La questione del gioco d'azzardo è complessa e non si può affrontare in sede parlamentare soltanto con delle mozioni. Prima di tutto però mi preme esprimere la mia soddisfazione per l'approvazione con voto bipartisan di questa mozione. Un successo frutto anche dell'impegno della presidenza del Senato, dei presidenti Gasparri e Quagliariello e di tutto il gruppo, che sono stati fermi nel voler aprire questa discussione. Tornando alla mozione si è trattato dell'avvio di una disamina che avrà poi un altro momento più esteso e puntale, quando dalla Commissione Antimafia arriverà la seconda Relazione sul riciclaggio e il gioco d'azzardo che sta per essere licenziata dal Comitato Antiriciclaggio, del quale faccio parte.


Fin dall'avvio della discussione sulla mozione è emersa con evidenza la necessita di misure urgenti. Misure che io ho proposto, e che hanno sottoscritto sia il gruppo del Pdl che gli altri gruppi dell'opposizione: tutela dei minori, divieto della pubblicità ingannevole, controllo dei percorsi finanziari sulle scommesse, istituzione di un registro delle scommesse e trasparenza assoluta dei concessionari dei giochi, anche online, con revoca delle licenze a quelli che non hanno sede legale in Italia e il cui assetto societario non è trasparente. Al di là di questi importanti passi, la situazione rimane preoccupante. Ad una espansione del mercato del gioco, infatti, non corrispondono entrate erariali crescenti, come dimostrano i dati relativi al 2010 e quelli previsti per il 2011. Il problema di fondo riguarda la riforma dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato che, nella sua organizzazione e struttura, pur con l'impegno degli attuali vertici dirigenziali, stenta a seguire e controllare un fenomeno così esteso che coinvolge anche, attraverso i prestanome, il gioco cosiddetto legale. Dobbiamo arrivare, alla fine di questo percorso, ad una riforma organica del settore che porti al rafforzamento del sistema sanzionatorio e di quello di controllo e, in un secondo momento, ad una riforma dell'Azienda Autonoma dei Monopoli di Stato per fornirle gli strumenti di controllo idonei. Ecco perché la questione non può essere affrontata con misure episodiche". Lei ha presentato anche un ddl sull'argomento... "Un ddl che è stato firmato dal gruppo Pdl in numero significativo e anche da esponenti del Pd, dell'Udc, dell'Idv e del Gruppo Misto. Ma al di là del mio ddl che riguarda le misure urgenti, sarà necessario discutere sull'opportunità dell'espansione di questo mercato in presenza di bisogni di cassa dell'erario dello Stato o sull'attuazione di una politica non solo quantitativa, ma di qualificazione coordinata con le misure di prevenzione e sicurezza". Il fenomeno sociale ha acquisito la forma di una vera e propria malattia. E' corretto? "Certamente. Il problema più grande è quello della cosiddetta 'ludopatia'. Oggi non sono meno di un milione e mezzo i soggetti affetti da questa vera e propria patologia. Il frenetico accostamento al gioco d'azzardo oggi è divenuto un fenomeno pericolosissimo, anche a causa delle nuove offerte che riguardano il poker, il cash e altre diavolerie di questo genere. E' chiaro, quindi, che le entrate dello Stato vadano rapportate anche ai prevedibili costi sociali che emergeranno quando questo fenomeno di massa diventerà ancora più esteso, perché i ludopatici dovranno essere curati in strutture adeguate. Il tutto, in un sistema sanitario già ansimante". I pericoli maggiori sono per i minori. Ma quali altre categorie sono a rischio 'ludopatia'? "Secondo le indagini del Nomisma, dell'Eurispes, della Banca d'Italia e quelle che feci fare io da Commissario straordinario antiracket e antiusura del Governo, le categorie a rischio sono le cosiddette 'catene deboli' della società. I minori per un verso, ma l'incidenza maggiore è sui pensionati, sia maschi che femmine. C'è anzi una percentuale più alta di donne, quasi fosse un'incombenza domestica quella di andare a giocare sperando di vincere e così cancellare i problemi della famiglia. Abbiamo poi la fascia dei soggetti maschili dai 45 ai 60 anni che sono in precarietà di lavoro o i piccoli imprenditori falliti che tentano di risolvere così le cose. Tutti queste persone alimentano l'esercito dei malati di ludopatia e diventano vere e proprie vittime in mano agli usurai. E' un circuito perverso dal quale bisogna uscire, spezzando questo meccanismo infernale che rischia di essere, accanto alla droga, una nuova piaga sociale. Nel giro di 15 anni il nostro paese potrebbe trovarsi stretto in una morsa in cui la faranno da padrone il mercato della droga, l'inquinamento dell'economia da parte della criminalità, il riciclaggio del denaro sporco anche in settori finanziari, il gioco d'azzardo e la ludopatia".

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