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| Renato Balduzzi |
“Ma se anche qualcosa di necessario ed urgente in questo decreto ci fosse stata – ha aggiunto ancora Palagiano - l’ultimo colpo della Commissione Bilancio, l’ha fatta fuori. Tutto ciò’ che era stato emendato in XII Commissione, infatti, anche grazie al contributo dell’IDV, e’ stato smontato dal parere delle Commissioni, che sono entrate nel merito delle questioni, nascondendosi nel vincolo della neutralità finanziaria. E’ stato abolito il fondo per contrastare la ludopatia, così come è stata abolita la trasparenza nei pagamenti delle prestazioni in intramoenia e la corresponsione degli emolumenti entro tempi ragionevoli al personale sanitario da parte delle aziende. Niente invece e’ stato fatto per mettere la parola fine al legame perverso che lega sanità e politica, ne’ per abolire la medicina difensiva, che danneggia il SSN logorando il rapporto fiduciario tra medico e paziente”. “Una riforma fatta su misura, non per i cittadini, ma per adattare la sanità italiana alle esigenze di bilancio, dove l’appropriatezza terapeutica e il diritto alla salute sancito dall’art 32 della Costituzione vengono ignorati. Una riforma – ha concluso Palagiano - senza capo ne’ coda, che non stanzia un euro e, per giunta, spalanca la strada ad una nuova stretta sulla sanità. Con una perfetta e paradossale sincronia, infatti, nello stesso giorno in cui si approvava in Commissione Affari Sociali il testo del decreto Balduzzi, la Legge di Stabilità, sfornata in nottata dal CDM, prevedeva un ennesimo taglio al comparto sanitario. Un taglio che, sommandosi a quelli delle precedenti manovre, porterà a 34 i miliardi di euro complessivamente sottratti per il periodo 2012-2015”.

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