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| La foto è di Franco Banfi |
“I subacquei ci hanno riferito che, anche dopo i blitz, hanno continuato a ritrovare, durante le immersioni, vari strumenti (martelli, pinze, retini, cime, aste e fiocine di fucili) utilizzati dai pescatori di frodo ed abbandonati dagli stessi, probabilmente, anche a scopo provocatorio, a dimostrazione che l’attività di distruzione è continuata almeno fino alla metà di agosto ed è tutt’ora in corso. Soprattutto ora che si avvicinano le festività natalizie”, continuano Palagiano eAntonetti “occorrono ancora maggiori controlli ed è indispensabile, pertanto, potenziare le dotazioni della Guardia Costiera, affinchè possano essere effettuati anche pattugliamenti notturni, così come occorre istituire un servizio di videosorveglianza nelle aree a rischio che consenta un immediato intervento delle forze dell'ordine. E’ necessaria, infine, una maggiore sinergia, fatta di ascolto e collaborazione, con i centri diving e le associazioni di subacquei che quotidianamente, nel rispetto delle leggi, sono le migliori sentinelle che sono in grado di avvertire immediatamente le autorità competenti delle attività illegali in atto". "Siamo certi che, con uno sforzo comune ed unitario” concludono gli esponenti dipietristi “si riuscirà ad effettuare un più capillare monitoraggio dell’area teso alla prevenzione ed alla tutela delle tante altre pareti sommerse del parco ancora intatte, quali lo scoglio Penna, l’isolotto dell’Isca, lo scoglio di Vetara e lo Zaffiro: aree splendide ed ancora ricche di biodiversità”.
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