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domenica 10 febbraio 2013

A Vico Equense è guerra ai piccioni

Il provvedimento del sindaco Cinque: deiezioni sui tetti, proprietari degli edifici obbligati a ripulire 

Fonte: Giuseppe Buonocore da Metropolis 

A Vico Equense scatta la «caccia ai piccioni». Desta non poca curiosità l’ultima ordinanza del sindaco Gennaro Cinque. La città rappresenta senza dubbio una delle perle della penisola sorrentina e di conseguenza la «pulizia» rappresenta una priorità. Proprio per «tutelare» l’immagine del Comune il sindaco ha invitato i proprietari di edifici e immobili esposti alla nidificazione e allo stazionamento abituale di piccioni e di animali randagi, a provvedere a propria cura e spese ad adottare interventi necessari per «mantenere perfettamente pulite da guano, deiezioni animali ed eventuali carogne le zone sottostanti tutti i fabbricati di uso pubblico ». Per i proprietari delle strutture spunta anche l’obbligo di «rimuovere eventuali escrementi presenti su terrazzi, soffitti, cornicioni e qualunque luogo accessibile facendo seguire l’intervento da un’adeguata pulizia e disinfestazione delle superfici interessate». Chi non dovesse rispettare le norme salva-ambiente saranno puniti attraverso un’apposita sanzione amministrativa, per un importo compreso tra un minimo di 25 euro ed un massimo di 500 euro.
 
Certo, non capita tutti i giorni di trovare un sindaco attento anche a questo tema. E’ anche vero, però, che le deiezioni dei piccioni, e in generale degli uccelli, hanno rappresentato e rappresentano non pochi problemi per molte realtà italiane. In Trentino, infatti, pochi mesi fa è stato dato il via libera per l’uso di un’ingente falconeria per allontanare i numerosissimi colombi che provocavano ormai da tantissimi anni danni alle lapidi del cimitero di Trento; sono stati ingaggiati falchi anti-piccione anche a Grosseto, dove i numerosissimi uccelli rappresentavano ormai da tempo il terrore dei monumenti, il pericolo numero uno per le colture agricole ma anche i più temibili veicola tori di malattie per i cittadini. Se da una parte la presenza di questi simpatici animali rappresenta un elemento decorativo e svolge una funzione ecologica ed educativa importante (Venezia, per fare un esempio), dall’altra può portare conseguenze negative: dal degrado ambientale ai rischi per la salute dei cittadini, dalla rovina dei beni architettonici e monumentali ai danni alle coltivazioni agricole. Bisogna però ricordare che il piccione appartiene alla fauna selvatica e, come tale, viene tutelato dalla legge che non lo include tra le specie cacciabili e lo preserva dai maltrattamenti. Alla luce di tutti questi motivi l’iniziativa mossa dall’amministrazione di Vico Equense appare forse meno bizzarra di quanto sembra, soprattutto se lo scopo principale è quello di tutelare l’immagine del proprio territorio comunale.

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