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sabato 25 maggio 2013

Cinque resta in sella: maggioranza blindata «salva» il sindaco Pdl

Fonte: Salvatore Dare da Metropolis

Vico Equense - In politica può avvenire davvero di tutto. Alleanze che si spaccano a una manciata di centimetri dall’accordo, nemici che trovano intese impensabili. E’ una materia difficile da capire. Anche quando l’esito di una storia sembra già scritto. E da tempo. D’altronde lo sa bene Gennaro Cinque. A Vico Equense, da giorni, neppure si poteva scommettere sulla riconferma del sindaco. Nessuno era disposto a puntare un euro su una fumata bianca in aula per il pezzo da novanta del Pdl. Per tutti, oramai, lo scioglimento dell’amministrazione era dietro l’angolo, quasi come se si attendesse soltanto il «no» al bilancio consuntivo 2012 in aula e quindi decretare l’addio ai sogni di gloria. Magari per puntare al terzo mandato consecutivo. D’altronde, Cinque non aveva faticato troppo a far trapelare il progetto di salutare i compagni di viaggio, spedirli a casa senza troppi complimenti e rimettersi in moto per le elezioni anticipate. Che, sia chiaro, non ci saranno. Perché dopo polemiche, caos, veleni, fratture, colpi di scena e dietrofront, il sindaco ha avuto la dimostrazione che, almeno per ora, la maggioranza gli è fedele. Undici sì, tre «no» mentre il gruppo di Dilengite preferisce allontanarsi come aveva fatto un paio di settimane fa nel corso della seduta farsa dell’assise cittadina, in cui né il primo cittadino né i suoi discepoli si erano presentati in sala consiliare. Stavolta ci sono, coi volti tirati e tanta tensione in corpo. Ed è già un segnale eloquente, dopo la riunione convocata pochi minuti prima dell’avvio dei lavori.

La discussione si fa subito infuocata, c’è uno scambio di accuse incredibile e anche nella minoranza tira un’aria tesa. Non c’è un accordo sul da farsi fra il gruppo «In Movimento per Vico» e quello fedele all’ex sindaco Dilengite. Ma si capisce che il commissariamento, almeno per adesso, può attendere. Quando il presidente del consiglio, Maurizio Cinque, ancora fi nito nel mirino dalla maggioranza che è tornata a chiedere le dimissioni, dà il via alle operazioni di voto, gli uomini del sindaco, con un pizzico di orgoglio, alzano la mano. Votano a favore. Anche se l’impressione è che «salvino» per ora il primo cittadino del Pdl perché non volevano subire lo smacco di un via libera al bilancio decretato soltanto dall’opposizione. Nel corso della seduta, molto chiaro l’intervento del consigliere del Pdl, Savarese: «Le discussioni interne restano e innegabile ma gli irresponsabili, in questo momento,di certo non siamo noi». Sugli scudi Natale Maresca, esponente dell’opposizione storica di centrosinistra che giorni fa aveva anche fatto trapelare l’intenzione di essere disposto - contrariamente ai propri «ideali» - di votare a favore dello strumento economico finanziario per evitare il crac dell’esecutivo municipale. «Questo - ha dichiarato Maresca - è uno dei peggiori consigli comunali della storia di Vico Equense, che merita senza alcun tipo di dubbio di andare a casa perché così non si può andare avanti». E adesso? Cinque si ritrova al fianco assessori prima «dimissionati » e poi richiamati al proprio fianco a un passo dal baratro. In particolare dopo la bordata del prefetto di Napoli, Francesco Antonio Musolino, che l’aveva invitato a convocare al più presto la pubblica assemblea per votare il bilancio consuntivo. Cosa fatta, con discreto ritardo sulla tabella di marcia.

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