Lavori nella struttura del politico, dipendente comunale accusato di omessa denunciaFonte: Salvatore Dare da Metropolis
Vico Equense - Abusi edilizi nel frantoio della famiglia dell’ex assessore Matteo De Simone, chiesta la condanna del dipendente comunale Vincenzo Guida. Ieri mattina in aula il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Mariangela Magariello, ha cominciato la requisitoria nei confronti dei 7 imputati finiti a processo per presunti lavori irregolari realizzati anni fa nella struttura. Oltre al politico di Vico Equense e il padre, alla sbarra ci sono anche tecnici e impiegati del Comune. Nei confronti di Guida c’è l’accusa di omessa denuncia di reato. Il pm punta a una condanna di 6 mesi. Nella prossima udienza sarà il turno delle richieste per gli altri imputati. La vicenda riguarda il noto frantoio del padre di Matteo De Simone e i presunti abusi commessi, sia edili, sia d’ufficio, nel corso degli ultimi anni. Dalle indagini coordinate all’epoca dal pubblico ministero Mariangela Magariello, era emerso che il frantoio sarebbe passato da 24 metri quadrati a 124, con un’ultima rilevazione accertata nel 2008 dai tecnici della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Difeso dall’avvocato Giuseppe Ferraro, settimane fa, De Simone non ha esitato a chiarire la sua posizione dichiarando che la dimensione della struttura è sempre rimasta la stessa: 124 metri quadrati. A sostegno della tesi dell’ex presidente del consiglio comunale di Vico Equense è saltata fuori una perizia di parte che fa espresso riferimento a una revisione catastale d’ufficio datata 1960. «Anche in questo caso - spiegò De Simone durante una delle ultime udienze - c’è un altro elemento che conferma ciò che sto dicendo». Ovvero che il frantoio sarebbe sempre stato di 124 metri quadrati. Il frantoio, nel corso del tempo, secondo la Procura, non avrebbe solo variato la dimensione ma anche la destinazione d’uso. Una trasformazione da deposito ad attività produttiva. Nel 2007, sempre secondo la Procura, sarebbe stato commesso anche un abuso edilizio: la chiusura di un prospetto della struttura. Il Comune, secondo la magistratura oplontina, non avrebbe potuto rilasciare i permessi in sanatoria. Da qui il coinvolgimento dei funzionari comunali. A processo, insieme all’ex assessore e al padre Ciro e al tecnico Staiano, altre quattro persone: Francesco Iovine, Catello Arpino (rispettivamente responsabile dell’ufficio tecnico e funzionario comunale) per abuso in atti d’ufficio. I dipendenti comunali Giovanni Savarese e proprio Vincenzo Guida (omissione di denuncia di reato) per il quale il pm ha chiesto una condanna a 6 mesi.
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