L’amministrazione Trapani invita il ministro Lorenzin a visitare Villa Sempliciano Fonte: Salvatore Dare da Metropolis
Meta - L’amministrazione Trapani non ci sta. Dopo le ovvie ricadute negative per l’immagine della città legate alla tragedia della Concordia e al processo a carico del comandante Schettino, un’altra tegola. Le immagini del blitz dei carabinieri del Nas a Villa Sempliciano, la residenza sociosanitaria per anziani e disabili di via Cristoforo Colombo, hanno riempito le pagine dei giornali e i servizi dei tg nazionali. E ancora una volta il nome della città di Meta viene associato a una vicenda di certo non lusinghiera. E a prescindere dagli esiti giudiziari, quelle immagini rimarranno appiccicate come un’etichetta negativa accanto al nome della cittadina costiera. Così, ancora una volta, come nella vicenda di Schettino, il Comune non ci sta. E sfidando l’impopolarità, prende le parti della struttura già ribattezzata come la “clinica degli orrori”. Come? Invitando a toccare con mano la realtà, visitando di persona la struttura dove sabato mattina è scattato l’arresto di uno dei due infermieri che “accudiva” i 37 disabili ospiti della struttura, tutti affetti da problemi psichici: un 41enne ritenuto responsabile di aver chiuso in bagno una 50enne, dove i carabinieri l’hanno trovata letteralmente immersa nei suoi stessi escrementi.
L’uomo è stato arrestato per sequestro di persona, mentre è scattata la denuncia per altre due persone: il legale rappresentante, un 60enne di Cava de’ Tirreni, e il direttore sanitario della struttura Dovranno rispondere di maltrattamenti e di abbandono di incapace. Nonostante questo, su proposta dell’assessore alle politiche sociali Massimo Tito, l’amministrazione guidata dal sindaco Paolo Trapani si appresta a lanciare un invito ufficiale al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che sabato, a caldo, aveva avuto parole di fuoco sulla vicenda. Annunciando una task force per mettere in campo ‘’controlli severissimi’’. Il ministro del governo Letta si era messo a disposizione delle autorità sanitarie locali per eventuali azioni a tutela dei 37 disabili ancora ospiti della struttura sotto sequestro, riservandosi ogni azione ‘’contro questi operatori indegni di fare parte del sistema sanitario nazionale’’. ‘’Non si può più tollerare - aveva precisato il ministro - che la rete sanitaria abbia tra le proprie fila operatori come quelli che avrebbero dovuto curare i 37 disabili ospiti della clinica di Meta e che invece li abbandonavano a una raccapricciante segregazione che lede i principi fondamentali di dignità dell’essere umano’’. ‘’Strutture come quella messa sotto sequestro - aveva poi concluso la titolare del dicastero della Salute - non dovranno più esistere in tutto il territorio nazionale’’. Giudizi che ora l’amministrazione comunale punta a ridimensionare, nel tentativo di far rientrare il caso almeno in parte e riabilitare il buon nome della città. Ancora una volta assurto alla ribalta delle cronache per spiacevoli vicende.
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