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domenica 7 luglio 2013

Ospedale, ripiombano le fiamme gialle

Inchiesta sulla sanità, i finanzieri portano via faldoni di documenti sul presidio 

Fonte: Salvatore Dare da Metropolis

Sorrento - Ci risiamo. Un altro «sopralluogo » accurato, in cui è stato passato al setaccio ogni angolo del presidio di corso Italia per proseguire al meglio nelle indagini disposte già a ottobre dalla commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari che, in seguito, girò un dossier pepato sia all’autorità giudiziaria che alla Corte dei Conti. La guardia di finanza del nucleo speciale di Roma è tornata a piombare all’ospedale «Santa Maria della Misericordia» di Sorrento. I militari, alcuni giorni fa, si sono presentati di buon’ora al plesso salvo poi lasciare la struttura con un corposo reportage fotografico e alcuni documenti ritenuti «importanti ». Tutto ciò mentre dalla direzione dell’Asl Napoli 3 Sud filtra una gran bella dose di serenità, confermando – come già avvenuto in passato - la piena disponibilità a fornire la più completa collaborazione alle verifiche condotte dalle fiamme gialle. Si tratta dell’ennesimo intervento della finanza all’ospedale di Sorrento il primo risale ad alcuni mesi fa quando la commissione parlamentare presieduta dall’allora deputato dell’Italia dei Valori, Antonio Palagiano, originario di Sant’Agnello, dispose un «blitz» necessario per acquisire copia conforme dei documenti riguardanti il conferimento degli incarichi di direttore dell’unità di rianimazione (atto di nomina, durata degli incarichi, eventuali proroghe), gli emolumenti corrisposti alle diverse unità operative, gli oneri fatturati per la costruzione della nuova sala operatoria e gli estremi di eventuali spese per la realizzazione di un nuovo reparto di rianimazione.
 
Stavolta, a Sorrento, le fiamme gialle sono tornate «armate» anche di macchina fotografica. Scatti a raffica dei locali interni della struttura. E in particolare delle sale operatorie. C’è stato un nuovo accesso agli atti e tutto fa pensare che le indagini siano vicine a una svolta. A mettere sott’accusa il mondo della sanità in penisola sorrentina ci pensò inizialmente il «pool Palagiano » che, al termine di audizioni in commissione parlamentare a Roma (fu ascoltato anche il direttore generale dell’azienda sanitaria, Maurizio D’Amora), produsse un voluminoso rapporto. All’interno, un paio di pagine interamente dedicate agli ospedali di Sorrento e Vico Equense. Furono passati ai «raggi x» affidamenti di beni e servizi, delibere di affidamento e alcune determine. Verifiche accurate, insomma, per accertare se fu rispettata la procedura pubblica prevista dalla legge e l’eventuale presenza di irregolarità. Forniture di apparecchi elettromedicali, macchinari, attrezzature: «acquisti » che finirono sotto la lente d’ingrandimento della commissione parlamentare d’inchiesta. Così come le note procedure negoziate, che prevedono - in presenza di urgenza - la possibilità di indicare una fornitura in maniera diretta senza passare da un appalto allargato a più ditte. Da consulente legale della commissione d’inchiesta, fu impegnato anche l’avvocato Giovanni Antonetti, già coordinatore dell’Italia dei Valori in penisola sorrentina e scomparso tragicamente due mesi fa.

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