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domenica 29 dicembre 2013

Armando De Rosa: “Un Consiglio regionale in bilico. Caldoro abbia il coraggio di dire basta”

Vico Equense - “Apprendo dalla stampa che il presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, è pronto a rassegnare le dimissioni se arrivano venti rinvii a giudizio ai consiglieri regionali. Ritengo, però, che il numero degli indagati in Consiglio non sia l’unico elemento che possa giustificare le dimissioni del governatore. Abbia il coraggio di dire la verità: i quattro anni di governo non hanno risolto gran parte dei problemi che affliggono la nostra Regione. Le gestioni rovinose del passato hanno lasciato un’eredità troppo pesante e le buone intenzioni e i timidi interventi non sono state sufficienti”. Così Armando De Rosa, già assessore alla Sanità della Campania, commenta le dichiarazioni di Caldoro. “La Sanità, purtroppo, è ancora allo sfascio. La spending review ha inciso solo sui servizi, degradandoli, mentre continuano gli sperperi per le consulenze d’oro – continua l’onorevole De Rosa -. Non parliamo, poi, delle società partecipate, che sono dei buchi neri per i fondi pubblici. E potremmo andare avanti a lungo. Inconsistenti le politiche per l’inserimento lavorativo dei giovani. Insufficiente lo stanziamento per il welfare. Inadeguate le politiche ambientali. Non che il governatore non ci abbia provato, ma un sistema troppo consolidato è stato ostativo. Lui non si è imposto e ha provato a mantenere certi equilibri. Apprezzo gli sforzi, ma osservo i risultati. E il bilancio non è affatto soddisfacente. A fronte di Commissioni attive e presenti sui problemi e sui territori, di consiglieri – pochi, per la verità – non indagati e impegnati quotidianamente su più fronti, c’è una deplorevole tendenza a sottacere quanto di più vergognoso, ingiusto e indegno si consuma tra Santa Lucia e il Centro direzionale. Gli scandali, ultimo quello delle scuole di formazione, sembrano non riguardare l’ente e chi lo regge. La colpa è sempre degli altri. Dei consiglieri indagati, del partito, dei cittadini. È tempo per il governatore di assumersi le proprie responsabilità, di ammettere di non aver avuto abbastanza coraggio e di non aver puntato sulle buone pratiche e sull’abnegazione di alcuni”.

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