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venerdì 7 marzo 2014

Ai domiciliari con il braccialetto: spacciatore controllato a distanza

Primo provvedimento a Piano dopo la legge «svuotacarceri»: dispositivo elettronico applicato a un 44enne nei guai per droga 

Piano di Sorrento - Accusato di spaccio di droga, tempo fa era finito in una comunità di recupero. Ma la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha recentemente chiesto il «trasferimento» ai domiciliari. Con una sorpresa, ovvero l’applicazione del braccialetto elettronico. Il giudice delle indagini preliminari ha così esaminato la questione dando il suo ok definitivo e, ieri mattina, i carabinieri di Piano di Sorrento hanno eseguito il provvedimento nei confronti di un 44enne. E’ il primo effetto in penisola della nuova legge «Svuotacarceri », approvata a febbraio fra le polemiche. La «sperimentazione» del braccialetto elettronico a Piano di Sorrento è partita nella giornata di ieri. C’è chi lo regala alla propria fidanzata, chi ad un neonato, per lo Stato invece è un valido strumento per ridurre il numero dei detenuti e contrastare la delinquenza. Si chiama braccialetto, ma in realtà è una vera e propria cavigliera. Con la nuova normativa, gli strumenti elettronici di controllo saranno la regola, non più l’eccezione. In pratica per i cosiddetti «reati minori» il giudice delle indagini preliminari potrà «prescrivere » anche lo strumento elettronico. Dopo pochi giorni anche nella terra delle sirene la riforma produce i suoi effetti. Con precedenti accuse di spaccio di stupefacenti, un 44enne residente a Piano di Sorrento - fino a pochi giorni fa in una comunità - è stato trasferito ai domiciliari con il braccialetto. Nella giurisdizione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, quello di Piano di Sorrento è il primo caso che ha previsto l’applicazione dello strumento. Insomma, la penisola sorrentina fa da precursore all’applicazione della nuova legge dello Stato. Grazie all’utilizzo del dispositivo elettronico alle forze dell’ordine sarà semplice seguire passo dopo passo ogni spostamento del presunto pusher. Nel caso di alterazione o manomissione del braccialetto, la legge prevede ovviamente anche il ritorno in carcere e una pena aggiuntiva. L’utilizzo del dispositivo elettronico era stato introdotto già dal 2000. Ora è stato rilanciato. A partire proprio da Piano. (Fonte: José Astarita da Metropolis)

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