Primo provvedimento a Piano
dopo la legge «svuotacarceri»:
dispositivo elettronico applicato
a un 44enne nei guai per droga
Piano di Sorrento - Accusato di spaccio di
droga, tempo fa era finito
in una comunità di recupero.
Ma la Procura della
Repubblica di Torre Annunziata
ha recentemente
chiesto il «trasferimento»
ai domiciliari.
Con una sorpresa, ovvero
l’applicazione del braccialetto
elettronico. Il giudice
delle indagini preliminari
ha così esaminato la questione
dando il suo ok
definitivo e, ieri mattina,
i carabinieri di Piano di
Sorrento hanno eseguito
il provvedimento nei confronti
di un 44enne. E’ il
primo effetto in penisola
della nuova legge «Svuotacarceri
», approvata a
febbraio fra le polemiche.
La «sperimentazione» del
braccialetto elettronico a
Piano di Sorrento è partita
nella giornata di ieri. C’è
chi lo regala alla propria
fidanzata, chi ad un neonato,
per lo Stato invece è
un valido strumento per
ridurre il numero dei detenuti
e contrastare la delinquenza. Si chiama braccialetto, ma
in realtà è una vera e propria
cavigliera. Con la nuova
normativa, gli strumenti
elettronici di controllo
saranno la regola, non più
l’eccezione. In pratica per
i cosiddetti «reati minori»
il giudice delle indagini
preliminari potrà «prescrivere
» anche lo strumento
elettronico.
Dopo pochi giorni anche
nella terra delle sirene la riforma
produce i suoi effetti. Con precedenti accuse di
spaccio di stupefacenti, un
44enne residente a Piano
di Sorrento - fino a pochi
giorni fa in una comunità
- è stato trasferito ai domiciliari
con il braccialetto.
Nella giurisdizione della
Procura della Repubblica
di Torre Annunziata, quello
di Piano di Sorrento è il
primo caso che ha previsto
l’applicazione dello strumento.
Insomma, la penisola sorrentina
fa da precursore
all’applicazione della nuova
legge dello Stato. Grazie
all’utilizzo del dispositivo
elettronico alle forze
dell’ordine sarà semplice
seguire passo dopo passo
ogni spostamento del presunto
pusher.
Nel caso di alterazione o
manomissione del braccialetto,
la legge prevede ovviamente
anche il ritorno in
carcere e una pena aggiuntiva.
L’utilizzo del dispositivo
elettronico era stato
introdotto già dal 2000. Ora
è stato rilanciato. A partire
proprio da Piano. (Fonte: José Astarita da Metropolis)
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