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| Vincenzo Esposito |
Vico Equense -
"Il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto SS. Trinità - spiega il Presidente dell'Ente pubblico, Vincenzo Esposito - si è incontrato col Sindaco e Giunta di Vico Equense venerdì 7 marzo, per un esame del contenzioso tra i due enti e per una sua rapida composizione, anche allo scopo di facilitare il passaggio al Comune dell’immobile, che va anche liberato dalle occupazioni abusive e illegali.
Il Sindaco ha dichiarato che il fondo destinato dalla legge 219/81 alle riparazione dell’immobile, conseguenti al terremoto del 1980, è ancora disponibile e, pertanto, l’Amministrazione comunale attiverà le procedure necessarie alla realizzazione del progetto a suo tempo redatto.
E’ stato dalla Giunta preso altresì l’impegno a ridefinire, come richiesto, il calcolo delle imposte dovute dall’Ente al Comune, che sono inferiori ai canoni di locazione che il Comune non versa dal 2010 all’Istituto. Tale ricalcolo dovrebbe consentire all’Istituto la disponibilità di risorse per la gestione ordinaria, che oggi è estremamente precaria. E’ stato ricordato che l’Istituto rinunziò a gestire l’educandato e i licei magistrale e linguistico per facilitare il passaggio della struttura alla disponibilità del Comune. Quel trasferimento, non realizzato, è stato reso ancora più difficile dall’insediamento di altri inquilini che ha trasformato l’istituto in un condominio ingestibile e aperto ai vandali.
Il vicesindaco avv. Benedetto Migliaccio ha espresso l’opinione che l’Istituto possa essere aiutato a liberare gli ambienti dalle occupazioni illegali e illegittime dagli avvocati che fanno parte del consiglio comunale e come tali interessati al bene comune, che in questo caso è certamente la reale disponibilità alla cittadinanza del complesso monumentale. Gli è stato risposto che l’Istituto ha già in corso le buone pratiche legali necessarie, tuttavia, l’aiuto attivo dei professionisti del Diritto impegnati nella politica non solo è accettato ma è auspicato, perché quello che è mancato finora è il sostegno della classe dirigente locale. Infatti, non basta che il Parlamento voti una legge come si spera; occorre che il possesso reale sia possibile e voluto realmente da chi ha la responsabilità e il potere di realizzarlo."
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