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mercoledì 12 marzo 2014

Gru ad Alimuri ma non ci sarà un altro hotel

Fonte: Ilenia De Rosa da Il Mattino

Vico Equense - L’abbattimento dell’ecomostro di Alimuri non avrà contropartite. Nessun albergo o struttura turistica di pari volume verrà costruita. Lo scheletro di cemento che deturpa da 50 anni il paesaggio della penisola sorrentina andrà finalmente giù e l’iter sarà più semplice del previsto. Da un attento studio effettuato dalla giunta guidata dal sindaco Gennaro Cinque è emerso che quel manufatto è sempre stato illegale poiché non rispetta le relative autorizzazioni concesse ai proprietari. In tal modo viene sciolto quel legame con la proprietà che ha costituito il presupposto dei vari tentativi di risoluzione della vicenda avutisi in tutti questi anni. Il Comune può, dunque, avviare l’iter per l’abbattimento, di sua iniziativa. Dopo 50 anni di attese, di illusioni e di contrattazioni si è aperta una strada talmente semplice e veloce che lascia tutti senza parole. «Vi è la possibilità di procedere rapidamente alla demolizione della costruzione – ha spiegato il sindaco Gennaro Cinque – perché abbiamo scoperto un nuovo iter da poter seguire. Abbiamo studiato attentamente tutte le carte relative alla vicenda e sono emersi elementi nuovi, su cui mai nessuno prima aveva posto l’attenzione». Con una delibera di giunta venerdì scorso l’amministrazione ha indirizzato gli uffici competenti sul percorso da seguire per giungere al tanto atteso abbattimento. Il suo contenuto verrà esposto oggi, durante la conferenza stampa prevista per le 10,30 presso la nuova casa comunale, alla quale parteciperanno il sindaco Gennaro Cinque e l’assessore Antonio Elefante, insieme ad altri membri della giunta.
 
Si sta delineando, dunque, la fine per una telenovela a puntate che sembrava non giungesse mai a termine. Tante le battaglie ambientaliste condotte in questi anni con l’obiettivo di spronare Comune, Regione e Stato ad agire affinché lo scheletro di cemento che compare anche nella lista degli ecomostri nazionali stilata da Legambiente venisse eliminato. «Siamo felici di apprendere che forse questa vicenda avrà a breve un lieto fine – ha affermato Claudio d’Esposito, presidente del Wwf penisola sorrentina – Sarà necessario mettere in sicurezza l’intera area. Il costone è pericolante, il rischio frane in quella zona è altissimo». L’inizio della storia dell’ecomostro di Alimuri risale al 1964: il Comune di Vico Equense rilasciò una licenza edilizia per costruire un complesso alberghiero di 23mila metri quadrati. Cento camere, piscina olimpionica, minigolf. Nel 1967 la licenza venne poi ridimensionata a 50 vani più accessori per un altezza massima di 5 piani. Quattro anni più tardi, nel 1971, la Soprintendenza ordinò la sospensione dei lavori, ma un successivo ricorso, proposto dal titolare della licenza, fu accolto. Nel 1976 fu la Regione Campania ad annullare le licenze rilasciate dal Comune perché in contrasto con il Programma di fabbricazione, ma il Tar Campania, nel 1979, ed il Consiglio di Stato, nel 1982, annullarono gli atti adottati dalla Regione. Dal 1986, anno a cui risale l'ennesima sospensione dei lavori per consentire il consolidamento del costone roccioso, l’edificio è diventato un punto di ritrovo ad alto rischio. L’ipotesi di una demolizione fu prospettata nel 2007 grazie all’interessamento del vice premier e ministro dell’Ambiente dell’epoca Francesco Rutelli. Fu pianificato un accordo in base al quale i privati avrebbero ottenuto una nuova licenza per costruire un altro hotel di pari cubatura a Vico Equense. Niente più fu fatto. Oggi si è aperta una nuova possibilità: un litorale senza ecomostro e nessun altro albergo in sua sostituzione.

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