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venerdì 7 marzo 2014

Maxi-depuratore, quel «bluff» di Fi sui lavori lumaca

Vico Equense - Il depuratore consortile di Punta Gradelle è ancora una chimera. Nonostante lo scorso mese di dicembre arrivò l’annuncio in pompa magna direttamente dai vertici dell’ex Pdl (ora divenuto Forza Italia) di Vico Equense che in un comunicato stampa bollato addirittura come «regalo» di Natale alla comunità della penisola sorrentina spiegarono che ci sarebbe stata a giorni un’accelerata per i lavori per la realizzazione dell’impianto che, a detta di molti, dovrebbe «salvare» il mare della Terra della Sirene. Insomma, l’ennesima occasione persa con il tempo che continua a scorrere implacabile con Vico Equense che attende una fumata bianca. Proprio mentre si infiamma nuovamente il dibattito sulla stradina di cantiere del rivo d’Arco. Senza dimenticare che proprio sul viadotto il consiglio comunale di Vico Equense bocciò la proposta rilanciata dai consiglieri di minoranza con un «no» definitivo alla tanto invocata demolizione della strada di cantiere che conduce a Punta Gradelle, lì dove è prevista la realizzazione del maxiimpianto di depurazione che dovrebbe servire tutti i Comuni della penisola sorrentina. Sì, dovrebbe. Perché i lavori per la costruzione dello stabilimento sono oramai fermi da mesi e non c’è ancora completa chiarezza sulla data di ripresa degli interventi, legati evidentemente alla possibilità di «scongelare» i fondi per l’Ati che si occupa del progetto. E’ una vera e propria «stradafantasma », che spezza in due il vallone del rivo d’Arco. Un percorso viario che era stato inizialmente destinato «a servizio» dell’impianto di depurazione di Punta Gradelle. Un’opera, finora, che resta ancora incompiuta e che mesi fa rimise in moto il Partito democratico che, con un’interrogazione dei consiglieri regionali, andò in pressing sul governatore Stefano Caldoro. In molti quella strada la considerano uno scempio ambientale da cancellare al più presto, per di più in una zona verde, a quattro passi dal mare e «macchiata» da un colosso di cemento in passato già finito nel mirino degli ambientalisti. Mentre qualcuno - in passato l’intenzione trapelò direttamente dall’amministrazione comunale del sindaco Gennaro Cinque - azzardò addirittura l’ipotesi di rendere il tracciato aperto alla circolazione, in particolare d’estate per tentare di decongestionare il traffico verso la fascia costiera. I ritardi accumulati nell’iter per la realizzazione dell’impianto di depurazione consortile, fra l’altro, provocano anche la «paralisi» per la dismissione della struttura Gori di Marina Grande a Sorrento. (Fonte: Sal. Da. da Metropolis) 

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