![]() |
| Luisa Bossa |
Qualche esempio? «Improvvisamente sono spuntati i compro oro dei quali ci siamo interessati in Parlamento. Credo che nascessero dalla necessità dei clan di riciclare denaro contante. Ma anche questi vanno diminuendo. Io credo che la gente non abbia più nulla da impegnarsi. Quello che poteva fare lo ha già fatto e quindi anche questo tipo di attività non ha mercato. La stessa cosa vale per quei grandi complessi di ristorazione o di benessere nati spesso dalla stessa esigenza dei clan di riciclare. Anche questi non riescono a riempire le sale come succede va un tempo ». Basta a giustificare tutto quello che succede? «L’altra vicenda dolorosissima, il fenomeno vero in Italia, è la mancanza di lavoro. Non si nasce delinquenti, masi diventa». Quindi che fare? «Lo slogan degli anni passati era tolleranza zero adesso bisogna dire ignoranza zero e investire nelle scuole tenendole aperte anche nel pomeriggio e in serata». Ma molti ragazzi non si accontentano di guadagni che giudicano scarsi e preferiscono i clan. «Bisogna intervenire prima che la camorra arruoli i giovani rilanciando un grande piano educativo che passi anche attraverso lo sport e la cultura. Il nostro grande problema è quello di sottrarre i giovani alla cultura mafiosa imponendo modelli comportamentali corretti». L’aggressione ai patrimoni mafiosi? «Certo bisogna mettere le mani in Tasca ai mafiosi perché quella è l’unica cosa che a loro interessa. Abbiamo ascoltato in commissione antimafia il prefetto Caruso, responsabile dell’agenzia per i beni confiscati, e si impone una revisione della legge. Perché oggi le lungaggini nell’affidamento rendono difficile far applicare le norme. Tutti i controlli, che pure sono necessari, rischiano di far perdere di vista il tema centrale: la necessità di restituire i beni alla collettività alla quale la mafia li aveva sottratti attraverso il pizzo, il riciclaggio, l’usura. Sono necessari tempi rapidi e attività che devono rendere posti di lavoro». (Fonte: d.d.c. da Il Mattino)
.jpg)
Nessun commento:
Posta un commento
La qualità e l’efficacia del blog dipendono quasi interamente dai vostri contributi. Si raccomanda, perciò, attinenza al tema, essenzialità e rispetto delle elementari regole di confronto. I messaggi diffamatori, scritti con linguaggio offensivo della dignità della persona, razzisti o lesivi della privacy, pertanto, non saranno pubblicati.