Pagine

domenica 21 giugno 2015

L`attesa dei 50 consiglieri «Non riapriamo le urne»

Solo i grillini si smarcano: torniamo a votare 

Fonte: Gerardo Ausiello da Il Mattino

In tanti nel centrodestra, a caccia di una rivincita, sperano nel ritorno alle urne mentre dirigenti e parlamentari del Pd, e naturalmente il neogovematore Vincenzo De Luca, non vogliono neppure sentir parlare di voto bis. Ma loro, i consiglieri regionali appena eletti, quelli reduci da una lunga (e costosa) campagna elettorale, i cinquanta che fremono in attesa della proclamazione (che probabilmente avverrà in settimana), cosa ne pensano? Gianluca Daniele, new entry del Consiglio con il Pd, è categorico: «Forse è arrivato il momento di rivedere la scala delle priorità: non credo che lasciare la Campania nel vuoto di potere, o avviarsi verso nuove assurde elezioni, possa migliorare la condizione materiale delle persone, che dalle istituzioni si aspettano la soluzione dei problemi, a cominciare dalla mancanza di lavoro. I cittadini hanno bocciato Caldoro e affidato al centrosinistra le speranze di rilancio della regione. Prima si comincia a lavorare per il futuro e meglio è». Armando Cesaro, il più votato del centrodestra (ha incassato 27937 preferenze), invece sdrammatizza: «Salute a parte, non avrei problemi ad affrontare una nuova campagna elettorale.
 
Del resto è come se vivessi sempre in campagna elettorale. Magari aspettiamo qualche mese...Appena sarò di nuovo in forze, sono pronto». Ed'accordo Gianpiero Zinzi, consigliere regionale di Forza Italia eletto a Caserta: «II ritorno alle urne sarebbe, politicamente, la soluzione migliore per sgomberare il campo dalle incertezze dei primi mesi di giunta De Luca. Questa Regione, alle prese con tante emergenze, ha bisogno di stabilità. Certo, un inconveniente, da non trascurare, c'è: un'altra campagna elettorale finirebbe inevitabilmente per procrastinare i tempi di scelte su questioni che invece necessitano di risposte immediate». Pasquale Sommese, l'ex assessore della giunta Caldoro oggi consigliere d'opposizione con il Nuovo Centrodestra, non si sbilancia: «La campagna elettorale è sempre dura... Prepariamoci ad assistere per tutta l'estate a un estenuante dibattito procedurale. Si parlerà di aspetti tecnici e legali, di certo non di politica. Auspico un superamento di questa fase di incertezza che sta determinando una confusione nei Palazzi e tra la gente, speriamo di venirne presto fuori». Per Francesco Borrelli, unico eletto di Davvero Verdi con 2233 preferenze, è «bestiale anche solo immaginare uno scenario del genere. Che De Luca possa essere sospeso, infatti, è nell'ordine delle cose ma lo scioglimento del Consiglio non è contemplabile. La conseguenza sarebbe una valanga di ricorsi da parte dei consiglieri eletti». Peraltro, insiste Borrelli, sarebbe in assoluto la prima volta: «Le Regioni non sono quasi mai state sciolte. È accaduto o per le dimissioni dei governatori o per gravi problemi sulle firme. Ma non ci sono precedenti legati alla legge Severino. E anche l'ipotesi del commissario non è prevista». Franco Moxedano, che dalla giunta de Magistris si è spostato nell'assemblea campana (con Italia dei Valori), parla di «follia totale»: «La competizione elettorale si è svolta regolarmente e ha vinto il centrosinistra. Di sicuro, però - avverte - non devono esserci forzature ne in un senso ne nell'altro. E lo sarebbero sia il ritorno alle urne che il mancato rispetto della legge Severino». Nel coro quasi unanime di no, gli unici ad avere un' opinione diversa sono i grillini: «Non possiamo far passare Ï principio dell'"illegalità istituzionalizzata" in Campania - attacca Valeria Ciarambino - Chiediamo il rispetto della legge anche per De Luca. Non ci preoccupa il ritorno al voto, non siamo attaccati alle poltrone e non abbiamo fatto campagna elettorale spendendo centinaia di migliaia di euro come gli altri partiti. Ne abbiamo paura del giudizio degli elettori. Ma i costi li faremo pagare a De Luca e a chi lo ha candidato. Mi dispiace per chi ha speso centinaia di migliaia di euro e vuole a tutti i costi una poltrona: cambino modo di fare politica. Noi siamo pronti come lo eravamo sei mesi fa, perché lavoriamo tutti i giorni tra i cittadini. È questa la nostra forza, non i soldi e le clientele». Come il Movimento 5 Stelle, per ovvie ragioni, la pensano pure quelli rimasti fuori dal Consiglio, specie i primi dei non eletti. È il caso dell'ex assessore in quota Nuovo Centrodestra Severino Nappi: «Riconosco il risultato delle urne ma il vuoto di potere, alla Regione come al Comune di Napoli, è inaccettabile. Per questo occorre doverosamente ridare la parola ai cittadini».

Nessun commento:

Posta un commento

La qualità e l’efficacia del blog dipendono quasi interamente dai vostri contributi. Si raccomanda, perciò, attinenza al tema, essenzialità e rispetto delle elementari regole di confronto. I messaggi diffamatori, scritti con linguaggio offensivo della dignità della persona, razzisti o lesivi della privacy, pertanto, non saranno pubblicati.