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domenica 26 novembre 2017

Lattari contratto scaduto: Parco senza casa

Reggia di Quisisana
Fonte: Fiorangela d'Amora da Il Mattino 

Castellammare di Stabia - Parco regionale dei Monti Lattari senza sede, polemica tra l'amministrazione stabiese e il presidente dell'Ente montano, Tristano Francesco Dello Joio. Il contratto che prevede l'utilizzo di spazi nella Reggia di Quisisana è scaduto ufficialmente il 22 novembre, e nonostante le ripetute richieste di rinnovo da parte di Dello Joio, nessun riscontro c'è stato da parte del Comune stabiese. Ufficialmente, le tre stanze destinate agli uffici amministrativi della comunità dei Monti Lattari sono state assegnate nel 2012 dall'allora sindaco Luigi Bobbio. Dopo il trasferimento dalla sede di Corbara, l'allora presidente del Parco, Peppe Guida si adoperò per trovare nuovi spazi sempre nei confini dei Monti Lattari. Castellammare fu scelta grazie alla posizione strategica rispetto agli altri 27 comuni ricadenti nel Parco. Nelle nuove stanze riprese l'attività dell'Ente, che dal 15 maggio di quest'anno, è passato sotto la guida di Tristano Dello Joio. Un battesimo di fuoco per il neo presidente che in pochi mesi ha dovuto fronteggiare gli incendi che hanno devastato il Faito e i comuni salernitani che si affacciano sul mare. Subito dopo la stabilizzazione del territorio è sorta la questione della sede. Il contratto era in scadenza e dall'amministrazione stabiese non arrivavano segnali positivi. No alla richiesta di ulteriori spazi, nessuna risposta invece al rinnovo del fitto per la sede. Insomma un limbo nel quale l'Ente Parco proprio non può stare.
 
Eppure, lo scenario cambia quasi da un giorno all'altro. «Avevamo avuto rassicurazioni sugli spazi ulteriori che avevamo chiesto e sulla sede - dicono dall'Ente Parco - invece dalle parole dell'ex vice sindaco Andrea Di Martino, si è passati al diniego per altre stanze e al silenzio per il rinnovo». A chiedere che la Reggia diventasse un "polo dell'ambiente" era stato anche il comando regionale dei carabinieri della sezione forestale. Una lettera inviata al Comune dal colonnello Angelo Marciano il 25 settembre scorso, nella quale si chiedevano spazi per una sede della forestale dell'Arma, trovava risposta il 9 ottobre con un diniego. Una situazione che porta oggi un Ente nel quale ricadono 27 comuni campani a vivere nelle incertezze e che ha dovuto fermare tutte le attività amministrative. Ma c'è di più: il Parco aveva fomito tre dipendenti al Comune di Castellammare per apertura e vigilanza della mostra nella Reggia di Quisisana «Dal buio alla luce». Personale ritirato e mostra costretta a chiudere. Aspetti che non preoccupano il sindaco stabiese; «Non vedo il caso - commenta Antonio Pannullo - per la mostra ho chiesto alla Soprintendenza personale qualificato. Per la sede del Parco invece abbiamo dato fìn'ora la disponibilità richiesta ma ora dobbiamo attendere la firma del disciplinare con la Soprintendenza». Nelle stanze ancora in gran parte deserte, dovrebbe nascere il Museo Archeologico di Stabiae e la Scuola di archeologia del Mibac, un progetto che parte da lontano e che dopo le lungaggini di questi mesi, sembra quasi in dirittura d'arrivo. «La firma avverrà a breve - prosegue il sindaco - soltanto dopo avremo contezza di quali spazi serviranno e quali potranno essere destinati ad altri usi. Abbiamo invitato le istituzioni ad attendere l'esito di tale procedura. È evidente che chi già si trova nei locali può continuare a esercitare il proprio mandato».

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