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martedì 27 marzo 2018

Foglia di Fico

Fonte: Massimo Gramellini da Il Corriere della Sera

Gli italiani sono malevoli e diffidenti. Si ritrovano alla presidenza della Camera un francescano che rinuncia all’indennità di funzione e a parte dello stipendio da parlamentare (l’indennità di finzione). E invece di accendere un cero a San Casaleggio & Associati, lo crocefiggono sui social perché ieri è andato a lavorare in autobus. A me la notizia è sembrata confortante. Intanto significa che è riuscito a salirci, pure con tutta la scorta. E soprattutto che Fico è arrivato a destinazione senza incagliarsi nella melma di lamiere che circonda Montecitorio. Ma i suoi critici non sono mai contenti. Sostengono che la terza carica dello Stato rappresenta un obiettivo sensibile e che la sua presenza metterebbe a rischio gli altri passeggeri. Più dei borseggiatori? Fico andrebbe lodato. E non solo perché, nella sua posizione, chiunque altro si sottrarrebbe all’ordalia dei mezzi pubblici, ma per la rapidità della conversione. Secondo un sito di esegeti dello scontrino, tirendiconto.it, nei cinque anni trascorsi a Roma da parlamentare semplice ha speso quasi ventimila euro in trasporti. Taxi, per lo più. Appurato che da tre giorni i taxi lo mettono a disagio, cresce l’ansia per i suoi spostamenti futuri. Se a Roma può risolvere tutto con l’Atac (auguri), per gli incontri internazionali ricorrerà al car sharing? Voglio almeno rassicurare gli autisti della Camera che avrebbero dovuto occuparsi di lui. Riceveranno il reddito di cittadinanza.

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