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martedì 22 maggio 2018

Intervista ad Antonio Cimmino, candidato al Consiglio comunale di Castellammare di Stabia

Antonio Cimmino
Castellammare di Stabia - “Gli elettori mi troveranno dove mi hanno lasciato alle ultime elezioni: lista di Forza Italia e Gaetano Cimmino sindaco designato. Questa la mia collocazione per il voto amministrativo del 10 giugno a Castellammare di Stabia. Coerenza e lealtà sono le mie cifre distintive. E alla luce delle penose vicende politiche recenti, stabiesi e non, tali valori possono contribuire a ristabilire un legame tra cittadini e politici”. A parlare così è Antonio Cimmino, consigliere comunale uscente, stabiese doc, avvocato, 35 anni, sposato con due figli, pronto per la nuova sfida: il rinnovo del consiglio comunale di Castellammare di Stabia. Perché si candida di nuovo per il Comune? Chi vuole bene a Castellammare deve fare un passo in avanti e non indietro. Bisogna metterci la faccia, chiedere consensi e rischiare, avendo come obiettivo la speranza di rilancio, dopo anni di apatia e abbandono. Qual è il principale male da combattere? Lamentarsi! Motivi per farlo ce ne sono e tanti, ma senza proporre soluzioni e soprattutto, senza mettersi in gioco è solo un inutile piangersi addosso. Perché un elettore dovrebbe votarla? Il mio invito non è al voto personale, ma al voto responsabile. Chiedo ai miei concittadini di votare persone in grado di rappresentarli degnamente, poi si orientino come meglio credono, secondo coscienza. Il mio appello è ad unire il diritto al voto con il dovere della responsabilità. Quando votiamo pensiamo al nostro futuro ed a quello dei nostri figli. La matita che stringiamo tra dita ha il potere di cambiare le sorti di un’intera città e dei suoi cittadini. La classe dirigente di oggi deve costruire le premesse per realizzare una comunità migliore dove far vivere e crescere i nostri ragazzi.
 
Chi è responsabile della difficile condizione attuale? L e ultime tre amministrazioni di centro sinistra, alla guida del Comune, hanno avuto la seguente durata: la prima 24 mesi, la seconda 18, la terza 12. I numeri sono implacabili e inesorabili nell’inchiodare ciascuno alle proprie responsabilità. A questo punto una soluzione potrebbe essere rappresentata dalle liste civiche? Della compagine civica non mi piace il vincolo ed il limite localistico. Nello specifico, a Castellammare, il cosiddetto “civismo” ha offerto ed offre la possibilità di collocarsi, di elezione in elezione, a destra, al centro e a sinistra con una disinvoltura che spesso rasenta, anche se non in tutti i casi, una sostanziale scelta opportunistica. Lascio il giudizio agli elettori. Meglio allora l’antipolitica rappresentata dai 5 Stelle? Chi ha fatto dell’antipolitica il proprio cavallo di battaglia, a livello nazionale, si è offerto a tutti i partiti politici tradizionali. Non mi sembra questo un esempio di coerenza. In ogni caso staremo a vedere. Seppure collocato tra i banchi della minoranza, lei, in concreto, cosa ha fatto per Castellammare? Ho svolto il ruolo che mi hanno affidato gli elettori: vigilare e controllare, ma anche proporre. Ad esempio sono riuscito ad ottenere da parte della Soget – la società preposta alla riscossione dei tributi comunali – la restituzione di 600 mila euro versati, ma non dovuti, dagli stabiesi in quanto erroneamente calcolati. Ho chiesto ed ottenuto l’aggiornamento del regolamento sui dehors e sui chioschi che non era stato adeguato alle normative sopravvenute superarando così tante incertezze interpretative che avevano generato numerosi contenziosi tra Comune e privati. Un provvedimento da adottare nell’immediato, se fosse eletto? Decongestionare il traffico, specie in centro, con nuove aree di sosta ricavate da spazi esistenti e che richiedono sistemazioni che si possono realizzare in tempi relativamente brevi. In questo modo è possibile puntare alla chiusura progressiva della circolazione in centro. Isole pedonali e meno traffico, significa più commercio e più turismo, nonché maggiore vivibilità per i residenti. Nel medio periodo, poi, adottare un piano traffico degno di una cittadina europea è una priorità assoluta. Un’altra urgenza da risolvere? La macchina burocratica comunale va riorganizzata, aggiornata, adeguata ai nuovi standard di efficienza e per farlo è necessario aprirsi al mercato con esternalizzazioni di servizi mirati e gestiti da privati ed, al tempo stesso, appena sarà possibile, assumere nuove leve con giovani selezionati e che hanno studiato nelle migliori università italiane. Tra cinque anni come vorrebbe vedere Castellammare? Una città dove il cittadino medio percepisce, perché lo vive, un livello di sicurezza più elevato e quindi una comunità, nel complesso, più vivibile.

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