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venerdì 20 luglio 2018

Marina di Seiano, Resort Le Axidie. Pino Imperatore ha presentato il suo "Aglio, olio e assassino"

Giovanna Starace, Pino Imperatore e Filomena Baratto
"Un poliziesco umoristico, tendente al giallo, con sfumature noir e pennellate rosso peperoncino" 

Vico Equense - Pino Imperatore, nato a Milano da genitori napoletani, oggi vive ad Aversa e lavora a Napoli. Nel 2017 pubblica per Mondadori il suo quarto romanzo, “Allah, san Gennaro e i tre kamikaze”, libro che ottiene il premio Anfiteatro d’Argento. Ieri sera è stato ospite del Resort Le Axidie alla marina di Seiano per la rassegna Ubik vista mare, il salotto estivo curato da Giovanna Starace, direttrice della libreria Ubik di Vico Equense, per presentare il suo nuovo libro: “Aglio, olio e assassino”, edito da DeA Planeta. L’incontro è stato moderato da Filomena Baratto. L’autore ha definito il suo romanzo un "poliziesco umoristico, tendente al giallo, con sfumature noir e pennellate rosso peperoncino". Imperatore ha inserito nella storia il suo umorismo e l’ infinito amore per Napoli. La città partenopea è il teatro dove si svolgono le vicende ambientate in Aglio, olio e assassino. “Napoli, - ha sottolineato Pino Imperatore - con il suo fascino, i suoi misteri e le sue contraddizioni è lo scenario ideale". Nell'affascinante quartiere di Mergellina, Francesco e Peppe Vitiello gestiscono la premiata trattoria Parthenope, dispensando buoni piatti e aneddoti ancor più saporiti. L'ispettore Gianni Scapece, amante della cucina non meno che delle donne, lavora nel commissariato appena aperto di fronte al locale e dove si racconta che viva il fantasma di una vedova allegra. Per lui è un ritorno a casa, perché in quel quartiere ci è nato, e nell'ospitalità dei Vitiello ritrova il calore e la veracità che aveva perduto. Nelle settimane che precedono il Natale, però, Napoli è scossa dall'omicidio di un ragazzo, il cui corpo viene letteralmente "condito" dall'assassino con aglio, olio e peperoncino. Perché un rituale così macabro? Quale messaggio nasconde? Per trovare la risposta, l'ispettore dovrà scavare tra simboli, leggende e credenze della cultura partenopea, aiutato dalla tenacia del suo capo, il commissario Carlo Improta, e dalle scoppiettanti intuizioni dei Vitiello.

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