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venerdì 21 giugno 2019

La strada che porta al mare tra polvere, asfalto e cantieri

di Fabrizio Geremicca da Il Corriere del Mezzogiorno

Vico Equense - Da amena passeggiata a percorso tra cemento, asfalto e cantieri. È il destino di via Vecchia Marina di Aequa, l’unica strada pedonale che dalla frazione di Seiano conduce alla spiaggia. Il comune è Vico Equense, in costiera sorrentina. Denuncia Ferdinando Tozzi, avvocato napoletano esperto di diritto d’autore: «Nel corso degli anni ho assistito alla progressiva compromissione dell’antica strada. Prima nel tratto superiore, quando furono sostituiti gli antichi basoli con l’asfalto. Poi a metà, in prossimità dell’accesso al depuratore di Punta Gradelle. Fu realizzato uno sterrato polveroso. Tale è rimasto». Ora c’è un nuovo cantiere e la strada è inaccessibile. «Chi voglia raggiungere a piedi la marina – protesta Tozzi - deve avventurarsi sulla statale, priva di marciapiede, e poi per correre in discesa via Murrano. Se ci sono bambini o passeggini diventa un azzardo». A questo timore, poi, si aggiunge la preoccupazione di ulteriori stravolgimenti del tracciato. «I basoli superstiti – dice – sono stati rimossi. Vorrei sapere dove sono depositati e se almeno stavolta saranno rimessi a posto». Sulla vicenda interviene Andrea Buonocore, il sindaco di Vico. «I lavori in corso – dice - sono necessari a convogliare le acque piovane a mare, evitando che si allaghi la piazzetta della marina. Non dipendono direttamente dal Comune. Saranno sospesi nel pieno dell’estate, quando riapriremo temporaneamente la strada. Quanto ai basoli, non ricordo se ce ne stavano nel tratto finale».
 
Il caso accende i riflettori sul progressivo stravolgimento delle caratteristiche dell’antico borgo di pescatori. Esemplare la vicenda della strada al servizio del depuratore, in realtà mai utilizzata, che taglia in due il vallone ed è costata due milioni di euro. Un ecomostro che molti pretenderebbero, ora, di trasformare in strada carrozzabile piuttosto che demolire. Non meno gravi le compromissioni provocate dalla presenza di un cementificio che parrebbe ogni anno guadagnare spazio e dal proliferare di parcheggi all’interno di agrumeti. Ci sono, poi, abusi edilizi antichi e recenti. C’è un resort, quello della consigliera regionale Flora Beneduce – a processo per questa vicenda - che secondo la Procura di Torre Annunziata è stato realizzato attraverso una lottizzazione abusiva. Ci sono, infine, le discutibili cabine in muratura realizzate da un celebre stabilimento balneare ed i prefabbricati che proliferano nei camping. Così la Marina di Seiano scivola sempre più verso il degrado.

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