Vico Equense - Per le pubbliche amministrazioni è un'occasione unica: approfittare dell'impetuosa corrente del PNRR per effettuare questo breve, intenso e forse irripetibile viaggio verso la sostenibilità. Ma per cogliere l'opportunità bisogna avere una buona imbarcazione, buon personale di bordo, ottimo quello al comando. E soprattutto un piano, per non finire verso una inutile deriva. A Vico Equense questo piano c’è? Sinceramente sarà un mio limite, ma non l’ho capito. Sento parlare di vivibilità, smart city, interventi green, missione 1, 2, 3 fino a 6, e altro, ma in concreto mai nessuno ha spiegato niente alle parti sociali e produttive, alle associazioni e ai cittadini. Sarà pure vero che con i finanziamenti in arrivo c’è bisogno di una visione nuova della nostra città, così come dice un amministratore del Comune in un'intervista, ma qualcuno dovrebbe pure spiegarcela qual è questa visione. Da una ricerca di Changes Unipol, elaborata da Ipsos, che ha analizzato conoscenza, interesse e fiducia nel Pnrr e nelle sue principali caratteristiche emerge che solo il 7% dei napoletani vanta una conoscenza specifica del Pnrr e, di questi, solo il 3% afferma di averne una conoscenza approfondita, dato che fa di Napoli l’area metropolitana italiana con la conoscenza specifica più bassa del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il 58% dei napoletani vede nel Pnrr uno strumento utile al rilancio del Paese (rispetto al 46% della media nazionale), dato che fa di Napoli l’area metropolitana italiana con il più alto tasso di fiducia sul Piano.
Il 65% dei napoletani (dato inferiore al 73% della media nazionale) che ha almeno sentito parlare del Piano ritiene che i fondi stanziati non saranno comunque sufficienti e, soprattutto, che serviranno altri fondi pubblici (48%, mentre la porzione dei napoletani che ritengono necessari anche fondi privati si attesta al 17%). Tra le 6 missioni del PNRR, l’“Inclusione e coesione sociale”, è considerata prioritaria dai napoletani (25%) seguita dalla “Salute” (22%) e dalla Transizione Energetica (20%). Tra le sei missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), l’”Inclusione e coesione sociale” (intendendosi le politiche per il lavoro, il supporto alle famiglie e al terzo settore) è considerata la prima necessità dal 25% dei napoletani. Napoli si contraddistingue per essere, insieme a Roma, l’unica area metropolitana italiana nella quale la “Salute” è al secondo posto (22%), area che, a Napoli, ha probabilmente risentito meno che nel resto d’Italia dei riflessi e dei condizionamenti legati alla quarta ondata della pandemia e al numero crescente di contagi e malati ricoverati. La “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, missione che prevede la transizione energetica, la mobilità sostenibile, l’agricoltura sostenibile e l’economia circolare ed è al primo posto per fondi stanziati, è indicata al terzo posto al 20%. Considerata meno prioritaria dai napoletani (8%) la “Digitalizzazione, innovazione, competitività cultura”. Ampliando lo sguardo all’intero territorio nazionale, la “Salute” è la priorità degli italiani (31%) seguita da “Rivoluzione verde e Transizione Ecologica” (18%), missione che risulta al primo posto per fondi stanziati, davanti a “Inclusione e coesione sociale” (17%), “Istruzione e ricerca” (13%), “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” (11%) e “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” (10%).
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