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sabato 22 ottobre 2022

A Seiano il teatro riparte nel nome di Carmine Apuzzo

Tonino Paola direttore artistico 

Vico Equense - A Seiano riprende le attività la compagnia teatrale nel nome di “Carmine Apuzzo”, ingegnere prestato al teatro, ed animatore per decenni della vita culturale nella borgata. Il gruppo, fermo negli ultimi 3 anni a causa della pandemia, ha trovato un rinnovato slancio con l’adesione di Tonino Paola (foto), sperimentato attore locale, nel ruolo di direttore artistico. Sono già partite le prove per “Come si rapina una banca” di Samy Fayad. Lo spettacolo andrà in scena, nel teatro parrocchiale, durante le feste di natale. Ma l’obiettivo è ancora più ambizioso e punta a creare un movimento di interesse verso il teatro, a partire da giovani e giovanissimi con un percorso di formazione, come ci spiega Tonino Paola. “Vogliamo offrire laboratori teatrali per ragazzi e adolescenti, con l’aiuto di professionisti del settore, contenendo i costi al minimo e sostenendo chi non può pagare neanche il minimo, in considerazione del momento difficile che viviamo”. L’iniziativa si inserisce in una tradizione di teatro amatoriale che proprio a Seiano ha trovato terreno fertile. Infatti, nasce nel 1953, grazie a Gaetano Chiacchio, la filodrammatica seanese, protagonista di lunghe stagioni di impegno che a partire dagli anni ’80 incrocia il proprio percorso con Carmine Apuzzo che ne diventa guida e punto di riferimento fino alla prematura fine nel 2016.


“Carmine ha sempre creduto nel valore sociale e culturale del teatro – dice Lina Cioffi, vedova di Carmine Apuzzo – lui sosteneva l’importanza dell’aggregazione del mondo giovanile come forma di protezione verso ogni devianza e, al tempo stesso, vedeva il teatro come una espressione potente di crescita culturale. Eduardo, l’autore da lui più amato, ci aiuta a pensare. Ci fa ridere e riflettere. Carmine non capiva perché Eduardo non fosse studiato nelle scuole”. Una spinta importante per la ripresa del movimento teatrale e per la menzione di Carmine Apuzzo è arrivata da Monsignor Angelo Castellano, guida della parrocchia. “Carmine diceva sempre che il teatro è una fabbrica di emozioni, la deriva affaristica è una contaminazione da evitare per salvaguardare e non disperdere l’autenticità di queste esperienze” conclude Tonino Paola.

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