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venerdì 22 marzo 2024

Urbanistica, il disegno di legge passa in Commissione

Wwf e Legambiente contro. Dal Piaz: no a demolire edifici per ricostruirli con il 35% di volumi maggiorati

Napoli - Il disegno di legge sull'urbanistica proposto dall'assessore regionale Bruno Discepolo ed osteggiato dalle associazioni ambientaliste (tra esse il Wwf, Legambiente, Italia Nostra, i Verdi Ambiente e Società) e da una parte degli stessi sindacati (Flai Cgil, che fa riferimento ai lavoratori dell'agrindustria,e Fillea Cgil, della quale fanno parte gli edili) è stato approvato ieri in IV commissione del consiglio regionale. Dovrebbe approdare in aula entro la primavera e nel frattempo lo scontro si fa sempre più aspro tra Palazzo Santa Lucia e gli ambientalisti. Questi ultimi accusano il presidente della Commissione, Luca Cascone, di essere venuto meno all'impegno assunto con essi «di discutere il maxi emendamento del disegno di legge prima della formulazione del parere della Commissione». Secondo il Wwf, Italia Nostra, Legambiente, i Vas, e gli altri del fronte del no «nel nuovo testo permangono, al di là di revisioni marginali o riformulazioni lessicali, tutte le inaccettabili proposte di stravolgimento della vigente legge urbanistica». Ma perché gli ambientalisti denunciano il rischio di un nuovo assalto al territorio e di una diffusa cementificazione? «Il ddl - dice Alessandro Dal Piaz, ex docente di Urbanistica alla Federico II, tra i promotori della mobilitazione - denuncia propositi di sostenibilità ambientale e di contrasto al consumo di suolo, ma poi le norme che contiene vanno in senso opposto». Argomenta: «Si prevede il riconoscimento sistematico di incrementi volumetrici tra il 20 ed il 35% per ogni fabbricato esistente nel territorio regionale a seguito di interventi di ristrutturazione o demolizione e ricostruzione. Anche in zone agricole, purché ci sia un fabbricato non connesso ad attività coltivatrici». Sottolinea, inoltre: «Nei centri storici tutti gli edifici, purché non vincolati per motivi monumentali, che siano stati ampliati o ristrutturati dopo il 1967, possono essere demoliti e ricostruiti con il 35% di volumetrie in più».

 

Ancora, prosegue il professore Dal Piaz, «salta la valutazione del dimensionamento delle costruzioni sulla base del fabbisogno. Si cancellano i preventivi studi idrogeologici di dettaglio. Il che, in un territorio fragile come il nostro, è irresponsabile. Si elimina il rispetto della prossimità alle abitazioni dei parcheggi pertinenziali e questo significa che ovunque si potranno realizzare garage interrati». Incalza: «Si rende poi ordinaria la monetizzazione degli spazi pubblici da cedere al Comune quando cresce l'espansione edilizia, sostituendo l'obbligo di trasferire al pubblico i suoli con il pagamento di una somma in denaro che gli speculatori non possono che preferire». Gli ambientalisti da alcune settimane si stanno incontrando per la scrittura di una legge urbanistica alternativa a quella che è ad un passo dall'approvazione in Regione. Ieri quest'ultima è passata in Commissione con il voto contrario dei 5 Stelle e l'astensione della Lega e di Forza Italia. Commenta Cascone: «Siamo molto soddisfatti per l'approvazione di questo testo legislativo, al quale abbiamo lavorato sei mesi con il contributo di tutti e dopo l'ampio ascolto delle categorie interessate».(F.G. Il Corriere del Mezzogiorno)

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