LA SANITÀ
di Massimiliano D'Esposito - Il Mattino
Penisola sorrentina - Dopo il vertice tra gli amministratori locali della penisola sorrentina ed il governatore della Campania, Roberto Fico, si sono di nuovo accesi i riflettori sulla questione dell'ospedale unico. Nella nota diffusa dai sindaci dopo il summit si spiegava che «durante l'incontro è stato fatto un approfondito focus sul progetto e su tutte le criticità emerse anche all'interno della Conferenza dei servizi, non ancora conclusa, e sui relativi ritardi». Primi cittadini che hanno «ribadito la volontà di avere un nosocomio all'avanguardia e di essere aperti all'ipotesi di nuove soluzioni ed anche ad un'eventuale ricollocazione della sede, mantenendo i fondi nella nostra area geografica». Ciò perché «il procedimento sta dimostrando di avere delle difficoltà oggettive e va inserito in una visione d'insieme nell'ambito del piano ospedaliero regionale». Una posizione per nulla condivisa da Vincenzo Iaccarino, primario di Cardiologia del presidio di Sorrento ed ex sindaco di Piano di Sorrento, il quale fu delegato dai suoi colleghi della Costiera di seguire la procedura che avrebbe dovuto portare alla nascita della nuova struttura. «Leggo interventi e commenti che confermano l'assoluta "ignoranza" sull'argomento e la mancanza di una reale consapevolezza sui problemi della sanità ospedaliera nel nostro territorio e su come si possono risolvere nel breve e medio periodo evidenzia Iaccarino -. Rispetto al diritto alla salute e all'opportunità, costruita in tanti anni di lavoro, di realizzare il nuovo presidio, continuiamo ad assistere a un racconto surreale sull'individuazione di una nuova location, senza dire l'unica verità: abbandonando il progetto di Sant'Agnello non si realizzerà nessun nuovo ospedale in penisola sorrentina».
In sostanza, è la sua tesi, se si rinuncia al progetto di trasformare l'attuale sede del distretto sanitario nel nuovo polo ospedaliero, bisognerà dire addio agli 88 milioni di euro stanziati dal ministero della Salute per realizzare l'opera. D'altronde bisogna già rendere conto dei cinque milioni spesi per studi ed elaborati. «Le criticità, le forzature e le lacune del progetto, ora a tutti più chiare, le rappresentammo fin dal nostro primo incontro in Regione nel 2023» ribatte il primo cittadino di Sant'Agnello, Antonino Coppola. Tra i punti contestati ci sono lo stralcio dal progetto del parcheggio e della pista di atterraggio dell'elisoccorso. «Le aree relative al blocco operatorio ed alla diagnostica per immagini sono state escluse dall'appalto e lasciate "al grezzo" - puntualizza Coppola -. L'emodinamica (annunciata a sorpresa un anno fa) non potrà esserci perché il bacino d'utenza di riferimento è inferiore a 300mila abitanti così come non è prevista la stroke unit: i pazienti con patologie tempo-dipendenti, come infarto e ictus, continueranno ad essere trasferiti». Ci sono poi le riserve espresse dall'Autorità di bacino che, pur considerando l'intervento «ammissibile», ritiene opportuno che «la progettazione sia integrata e verificata sulla base di rilievi e ispezioni in sito delle cavità sotterranee al fine di verificare sia le loro condizioni di stabilità (volta e spalle) sia l'eventuale presenza di ulteriori cavità non censite» predisponendo anche uno «specifico studio idrologico-idraulico che verifichi la capacità idraulica degli imbocchi e dei tratti tombati dei valloni San Giuseppe e San Filippo».

Nessun commento:
Posta un commento
La qualità e l’efficacia del blog dipendono quasi interamente dai vostri contributi. Si raccomanda, perciò, attinenza al tema, essenzialità e rispetto delle elementari regole di confronto. I messaggi diffamatori, scritti con linguaggio offensivo della dignità della persona, razzisti o lesivi della privacy, pertanto, non saranno pubblicati.