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venerdì 3 aprile 2026

Castellammare, il fiuto di Thelma non perdona: droga sotto il materasso, arrestata un’intera famiglia

Castellammare di Stabia - Non è bastato il "trucchetto" del gatto per distrarre il pastore tedesco Thelma. Nonostante il tentativo della proprietaria di casa di impedire l’accesso ai militari usando l’animale domestico come scusa, l'unità cinofila dei Carabinieri ha colpito ancora, portando all'arresto di tre persone in salita Santa Croce. Durante un servizio di contrasto allo spaccio nel cuore di Castellammare, i Carabinieri del Nucleo Operativo insieme al Nucleo Cinofili stavano setacciando le strade cittadine. Passando davanti a un appartamento in salita Santa Croce, Thelma ha puntato con decisione l’abitazione: il segnale era chiaro, lì dentro c’era sostanza stupefacente. Al momento del controllo, la reazione della famiglia è stata un tentativo di prendere tempo. La madre, una 52enne incensurata, ha risposto ai militari attraverso lo spioncino della porta: "Il cane non può entrare, abbiamo un gatto. Aspettate che lo chiuda in camera". Un diversivo che non ha convinto i carabinieri, i quali hanno insistito per l'accesso immediato. Una volta dentro, Thelma non si è lasciata confondere dagli odori. Si è seduta immobile davanti alla porta della stanza dove erano stati chiusi il gatto e la figlia minorenne della coppia. Appena la stanza è stata liberata, il cane si è fiondato verso il letto, puntando dritto sotto il materasso. La perquisizione ha dato esito positivo, portando alla luce un vero e proprio market della droga: 134 dosi e una "pietra" di crack; 65 grammi di hashish (un panetto intero). Dosi di cocaina, bilancini di precisione e un’agenda con la contabilità dello spaccio. Sequestrati anche 785 euro in contanti, ritenuti provento dell'attività illecita. L’operazione si è conclusa con tre arresti. Un 67enne già noto alle forze dell'ordine, è stato trasferito in carcere. Per la moglie e la figlia 26enne (entrambe incensurate fino a quel momento) sono stati disposti gli arresti domiciliari. Tutti e tre restano ora in attesa di giudizio davanti all'Autorità Giudiziaria. Ancora una volta, l'impiego delle unità cinofile si è rivelato decisivo per smascherare le piazze di spaccio domestiche, spesso nascoste dietro l'apparente normalità di contesti familiari.

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