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venerdì 1 maggio 2026

Vico Equense, l’affondo del PD sul PAD: prima il Project Financing, poi il Piano. Come costruire un palazzo partendo dal tetto

Vico Equense - In una dura nota ufficiale, il Partito Democratico denuncia la gestione delle aree costiere a Vico Equense, parlando di un paradosso amministrativo che rischia di ipotecare il futuro di Marina di Seiano e Tordigliano. L'amministrazione ha infatti approvato il Piano di Utilizzazione delle Aree Demaniali (PAD) solo dopo aver dato il via libera a un Project Financing sulle stesse zone. Per i Dem è stato prima concesso il diritto di gestire ai privati e poi si sono scritte le regole: come alzare i muri di un palazzo senza il progetto. Questa mossa espone la città a un rischio enorme. Come può un piano pubblico essere realmente libero e imparziale se deve rincorrere e adattarsi a impegni economici già presi con i privati? Il sospetto avanzato dal PD che la pianificazione insegua gli interessi particolari invece del bene collettivo diventa purtroppo più che legittimo. Un ritardo, quello sul PAD, che non nasce da una ponderata riflessione, ma dalla pura emergenza. I Dem sottolineano che l’amministrazione si è decisa a muoversi solo davanti allo spettro del commissariamento da parte della Regione Campania. Una sveglia forzata, arrivata fuori tempo massimo, che oggi viene invece sbandierata dal Sindaco e dalla Giunta come una storica "svolta" e un grande traguardo politico. A completare questo quadro surreale si aggiungono i toni trionfalistici del Primo Cittadino, accusato dal Partito Democratico di vivere su un altro pianeta quando parla di spiagge libere. Vengono snocciolate percentuali che per l'opposizione sono fantasiose e che si scontrano tragicamente con la realtà vissuta ogni giorno dai residenti. La verità denunciata dai Dem è che la prossima estate sarà l'esatta fotocopia di quella passata: cancelli sbarrati, accessi negati e l'atavica carenza di spazi pubblici dove poter stendere un asciugamano senza dover pagare un biglietto.

1° Maggio: la festa dimenticata di un milione di lavoratori invisibili

Vico Equesne - Mentre le piazze d'Italia si riempiono per il tradizionale Concertone e si levano alti i cori e le riflessioni sul tema del "lavoro dignitoso", c'è un'enorme fetta di popolazione per cui oggi non è affatto un giorno di festa. Sono circa un milione i caregiver familiari italiani — per il 90% donne — che anche oggi, come ogni singolo giorno dell'anno, lavoreranno senza sosta. Ventiquattro ore su ventiquattro. Senza salario. Senza ferie. Senza malattia. Senza contributi previdenziali. Parlare di dignità del lavoro significa guardare in faccia questa realtà. Il caregiver familiare non è un semplice volontario mosso da affetto; è una figura che sostituisce gratis servizi sociali e sanitari inesistenti e operatori mai assegnati, permettendo allo Stato di risparmiare miliardi di euro ogni anno. Il vero scandalo, tuttavia, non risiede soltanto nel silenzio della retorica sindacale e politica di questa giornata. Risiede in quello che è accaduto recentemente dentro le aule del Parlamento. Erano state presentate proposte di legge serie, costruite a stretto contatto con le associazioni di categoria e con chi questa realtà la vive sulla propria pelle. Proposte che miravano a dare tutele reali, diritti e riconoscimento giuridico. Ma la risposta delle istituzioni è stata una doccia fredda: una riscrittura guidata da criteri rigidi e orari fissi, partoriti a tavolino da chi ignora la quotidianità dell'assistenza continuativa.

 

Vico Equense. Il Pino che rischia l'abbattimento

di Fabrizio Geremicca - Il Corriere del Mezzogiorno

Vico Equense - Il pino della spiaggia del Pezzolo ha un centinaio di anni, è alto 18 metri e caratterizza il paesaggio di Vico Equense, in Penisola Sorrentina. Potrebbe avere però i giorni contatti perché la proprietaria del fondo sul quale l’albero insiste, l’ex consigliera regionale Flora Beneduce, vedova dell’ex assessore regionale Armando De Rosa dal quale ha ereditato la proprietà, vuole abbatterlo. Sostiene che ci sia il pericolo che crolli. Il Comune ha emesso già alcune ordinanze nei confronti di Beneduce affinché metta in sicurezza il costone dove ha le radici l'albero. Operazione che secondo l'amministrazione potrebbe garantire la sopravvivenza del pino e l'eliminazione del pericolo. Il Wwf Terre del Tirrreno ha indirizzato una diffida al Comune affinché non autorizzi l'abbattimento ed ha commissionato una relazione ad un geologo affinché chiarisca se il risanamento della scarpata potrebbe salvare l'albero secolare. Ha inoltre chiesto alla Regione che il pino sia inserito nel censimento degli alberi monumentali. La vicenda inizia l'11 settembre 2025, quando Beneduce segnala al Comune di Vico Equense che un maestoso pino, «che insiste nella mia proprietà al confine con il suolo demaniale, versa in condizioni di rischio caduta, stante il significativo sollevamento delle radici, presumibilmente prodotto dalle condizioni metereologiche»." Il 29 settembre i tecnici del Comune accertano che la scarpata sulla quale vegeta l'albero è sprovvista di muratura di contenimento e la continua erosione del terreno dovuta agli eventi atmosferici ha comportato una costante perdita di ancoraggio. L'area è interdetta e il sindaco Peppe Aiello firma una ordinanza affinché Beneduce intervenga sulla parte terminale della muratura e metta in sicurezza il pino «anche mediante opere di contenimento/consolidamento della sottostante scarpata atte a prevenire ulteriori cedimenti».

 

Vico Equense, giovedì parte la "Tenda della Dignità": un presidio per difendere la storia e il futuro dell’ospedale

Non è solo una protesta, ma un richiamo alla memoria e all'identità di un popolo. Salvatore Buonocore lancia la sfida per l’Ospedale "De Luca & Rossano": una presenza fissa per non dimenticare che la salute è un diritto nato dalla solidarietà cittadina 

Vico Equense - In un’epoca in cui la sanità sembra ridotta a freddi calcoli di bilancio, a Vico Equense c’è chi ha deciso di piantare i picchetti della memoria nel cemento della realtà. Giovedì prossimo, 7 maggio, nascerà la “Tenda della Pace e della Dignità”. Non sarà un semplice gazebo, ma una "pietra d’inciampo" visiva e fisica, posta proprio davanti a quell'ospedale che oggi soffre la chiusura del Pronto Soccorso. L'anima di questa iniziativa è Salvatore Buonocore, un uomo che porta con sé il peso e la bellezza di trent’anni di militanza nella Comunità Papa Giovanni XXIII. Formato alla scuola di Don Oreste Benzi, il "prete dalla tonaca sporca" che cercava Cristo nelle baracche e sulle strade, Buonocore non è nuovo alla cultura dell'accoglienza. La sua storia parla di impegni concreti, come il progetto della casa famiglia realizzato in una struttura del Santuario di Pompei, un’esperienza che ha segnato profondamente il suo DNA di volontario e cittadino. Per Buonocore, la battaglia per il "De Luca & Rossano" non è una questione tecnica, ma un dovere morale: «Siamo tutti più poveri a Vico senza il pronto soccorso», dichiara, portando nel dibattito pubblico una sensibilità che affonda le radici nella dottrina sociale e nel volontariato puro. Il cuore della proposta di Buonocore risiede in una riscoperta storica fondamentale, documentata grazie al contributo di don Pasquale Vanacore, storico della diocesi. L'ospedale di Vico Equense non è una "concessione" della politica, ma un vero e proprio atto di amore filantropico che vincola moralmente la struttura al suo territorio. Serafina De Luca (1863): Fu lei a gettare il primo seme, destinando il proprio patrimonio alla creazione di un’opera che potesse accogliere e curare chi non aveva mezzi.

 

Vico Equense, il patrimonio si svela: al via il "Maggio della Cultura"

Vico Equense - "Con il Maggio della Cultura intendiamo rafforzare una visione precisa: la cultura come elemento strutturale della vita cittadina”. Esordisce così il sindaco di Vico Equense, Giuseppe Aiello, presentando l'iniziativa che per tutto il mese trasformerà la città in un museo diffuso. “Non si tratta solo di ampliare l’offerta, ma di costruire un rapporto stabile tra comunità e patrimonio. L’apertura dei musei nei weekend rappresenta un passo concreto in questa direzione”, ha sottolineato il primo cittadino, invitando residenti e turisti a riscoprire la ricchezza del territorio con uno sguardo nuovo. L'iniziativa mette al centro la promozione del sapere attraverso un percorso che tocca i principali poli culturali della città. Oltre al ricco calendario di eventi, la novità principale riguarda l'accessibilità: per l'intero mese di maggio, tutti i musei cittadini resteranno aperti ogni sabato e domenica con i seguenti orari.

Mattina: 10:00 – 13:00
Pomeriggio: 16:00 – 20:00
Il percorso diffuso coinvolge i luoghi simbolo dell'identità locale, permettendo ai visitatori di spaziare dall'archeologia alla scienza, fino all'arte sacra e cinematografica.
MAAAM (foto): il Museo Aperto Antonio Asturi presso la nuova Casa Comunale di Piazzale Siani.
Antiquarium Silio Italico: per un tuffo nella storia antica del territorio.
Museo del Cinema: ospitato nel prestigioso Palazzo Storico Comunale.
Museo Mineralogico Campano: situato all'interno dell'Istituto SS. Trinità e Paradiso.
Museo Diocesano: nel cuore di via Vescovado.
Chiesa della SS. Annunziata: una delle architetture più iconiche e suggestive d'Italia, a picco sul mare.
L'obiettivo dell'amministrazione è chiaro: rendere i luoghi della memoria parte integrante della quotidianità, trasformando Vico Equense in un laboratorio di valorizzazione culturale permanente.