
Cosa succede quando un autore perde il controllo della sua creatura più celebre? È tra le pagine di questo romanzo che si nasconde la risposta. Dal 6 maggio arriva in libreria, edito da De Nigris Editore, “La timidezza delle chiome”, l’ultima opera di Marco Sagliocchi. Lo scrittore, che vive e lavora a Napoli, torna con una storia intensa che scava nel rapporto tra padri e figli e nell’identità, spesso tormentata, di chi vive di scrittura.
Al centro della narrazione troviamo un uomo sospeso tra due silenzi: quello di un editore che preme per il nuovo capitolo di una saga di successo e quello di Teador Crilua, il personaggio che gli ha donato la fama, ma che ora sembra essersi rifugiato in un mutismo ostinato. Per spezzare questo stallo creativo e umano, il protagonista decide di trascorrere l’estate al mare insieme al figlio. In questa convivenza forzata, cercherà una chiave di lettura per un futuro che appare incerto.
“La timidezza delle chiome racconta l'evoluzione di un uomo che per troppo tempo è fuggito dinanzi alle sue responsabilità e spesso non si è sentito abbastanza.” spiega l’autore “È anche un romanzo in cui la scrittura viene vissuta dal protagonista come strumento di libertà, ma allo stesso tempo è anche una prigione. Sergio Terra convive con la sindrome dell’impostore, nel privato e nella sua carriera di scrittore. E ad un certo punto mi sono chiesto: e se lo fosse davvero?”
L’ambientazione, tra la pineta e la riva del mare, dà il titolo al romanzo: la "timidezza delle chiome" è infatti quel fenomeno naturale per cui gli alberi più alti, pur crescendo vicini, non si toccano mai per non sottrarsi la luce a vicenda. Sagliocchi trasforma questa immagine nella metafora perfetta dei rapporti umani: individui che si sfiorano e si rispettano, ma che faticano a intrecciare davvero le proprie esistenze.
Il precario equilibrio dei protagonisti viene però scosso dall’incontro con le vicine di casa: una madre e una figlia adolescente, intrappolate in una dinamica familiare violenta e tossica. Sarà proprio lo scontro con questa realtà cruda a costringere lo scrittore a uscire dall’isolamento dei propri pensieri.
In un crescendo di tensione, l'uomo dovrà abbandonare il ruolo di osservatore per trasformarsi in un uomo d’azione, compiendo una scelta radicale per proteggere chi non ha voce.
Con una scrittura capace di alternare lo scavo interiore al ritmo del dramma sociale, Marco Sagliocchi ci regala una storia sulla necessità di proteggere la propria luce senza mai smettere di guardare quella degli altri.
L’autore
Marco Sagliocchi, classe 1990, ha esordito nel 2017 con il romanzo storico “Habeas Corpus”. Dal 2019 collabora come sceneggiatore e autore di podcast con Podcastory. Con De Nigris Editore ha già pubblicato nel 2024 “Il teorema del tulipano”. Con questo nuovo lavoro, Sagliocchi conferma la sua capacità di indagare le fragilità umane, raccontando il bisogno universale di ricominciare e di diventare, finalmente, “visibili” agli occhi degli altri.
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