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giovedì 25 giugno 2026

A Montechiaro la drammaturgia trova casa

Vico Equense - C’è un luogo, sospeso tra l’azzurro del Golfo di Napoli e le rocce dei Monti Lattari, dove il tempo sembra aver rallentato il suo corso. È Montechiaro, una frazione collinare di Vico Equense che domina la Penisola Sorrentina. Da quassù la vista spazia libera fino al Vesuvio, ma la vera forza di questo borgo non sta solo nel panorama: risiede nella sua dimensione appartata, ideale per l'ascolto, la riflessione e, oggi più che mai, la creazione artistica. È proprio questo carattere intimo e protetto ad aver reso Montechiaro la sede naturale di Queequeg, la neonata residenza permanente dedicata alla drammaturgia contemporanea. Dal 25 giugno al 5 luglio 2026, il borgo si trasforma in un laboratorio a cielo aperto, accogliendo otto autori e autrici da tutta Italia per un percorso intensivo di scrittura teatrale. Montechiaro si sviluppa lungo stradine strette e sentieri antichi, circondati da terrazzamenti di ulivi e agrumeti. A differenza delle marine affollate dal turismo estivo, questa frazione conserva l'autenticità della vita rurale della costiera. Il fulcro del borgo è la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, un piccolo gioiello architettonico che con la sua semplicità sposa perfettamente l'atmosfera circostante. Camminare per Montechiaro significa immergersi nei profumi della macchia mediterranea e nel silenzio, interrotto solo dal suono del vento. La scelta di questo sito per una residenza teatrale non è affatto casuale. Montechiaro è profondamente legata alla memoria di Annibale Ruccello, uno dei drammaturghi più rivoluzionari del secondo Novecento italiano, scomparso prematuramente nel 1986. Questi vicoli e questi affacci sul mare erano gli stessi che Ruccello – nativo della vicina Castellammare di Stabia – frequentava e amava. Come ricordato da Igina di Napoli, ideatrice del progetto insieme a Pier Lorenzo Pisano, Montechiaro è un "luogo magico a un tiro di schioppo" da quella Castellammare operaia e teatrale. Dedicare a Ruccello un laboratorio di scrittura proprio qui significa radicare la nuova drammaturgia in una terra che ha nutrito la poesia di autori capaci di dare voce agli "invisibili". Oggi Montechiaro non è più solo un punto panoramico, ma diventa una "casa provvisoria e necessaria" per la cultura nazionale.

 

Gli otto progetti selezionati per la residenza Queequeg – che spaziano dalle riflessioni antropologiche alle commedie contemporanee – trovano tra queste colline l'isolamento creativo ideale per trasformare le parole in sequenze di azioni, immagini ed emozioni. Il borgo si riscopre così custode di una memoria viva e, al tempo stesso, incubatore di futuri immaginari teatrali. Montechiaro dimostra che la grande bellezza della Penisola Sorrentina non risiede solo nelle sue mete più blasonate, ma anche nei suoi angoli più nascosti, capaci di farsi ispirazione pura per l'arte di oggi.

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