Vico Equense - Il sipario si è alzato ufficialmente sulla ventitreesima edizione di Festa a Vico, l'attesissima kermesse gastronomica che ha trasformato la Penisola Sorrentina nel centro di gravità del gusto internazionale. L'appuntamento di ieri, domenica 14 giugno, ha segnato l'inizio di un viaggio sensoriale unico, capace di fondere l'esclusività dell'alta cucina con l'anima verace della tradizione popolare. L'inaugurazione ufficiale è stata affidata alla maestria dello chef Gennaro Esposito, che a partire dalle ore 19:00 ha accolto gli ospiti nella straordinaria ed elegante cornice della Torre del Saracino a Marina di Aequa. Il tradizionale "Aperitivo di Benvenuto" si è rivelato un rito d'ingresso vibrante e raffinato: un susseguirsi di assaggi impeccabili, grandi etichette e dettagli ricercati che hanno celebrato il Mediterraneo più autentico davanti al mare. A suggellare questo momento di pura convivialità e a traghettare l'evento verso la sua anima più pop, ci sono state due icone assolute dei grandi impasti come Ciro Salvo e Gino Sorbillo. Con la loro presenza straordinaria, i due maestri hanno acceso idealmente i forni della festa, anticipando le grandi celebrazioni della serata. Dalle ore 20:00 la festa si è spostata poi al Lido La Torretta per l'appuntamento "Quella Pizza a Vico", una vera e propria celebrazione della pizza in ogni sua forma, tecnica e visione, che ha visto protagonisti i più grandi maestri pizzaioli da nord a sud d'Italia. Sul palcoscenico del litorale si sono alternati veri e propri pesi massimi del settore, a partire da Francesco Martucci de I Masanielli con la sua ricerca estrema sulla leggerezza degli impasti contemporanei, e Franco Pepe di Pepe in Grani, simbolo di artigianalità pura e sensibilità unica nella lavorazione a mano. Insieme a loro, Roberta Esposito de La Contrada ha proposto il suo approccio elegante e radicato nel territorio, mentre Renato Bosco ha portato la sua visione scientifica e la sperimentazione continua su forme e lievitazioni.
La rivoluzione della pizza al taglio è stata rappresentata dalla libertà espressiva e istintiva di Gabriele Bonci di Pizzarium, in perfetto contrasto e armonia con la fede assoluta nella tradizione napoletana di Antonio Falco della storica pizzeria Da Michele. A completare questo quadro di respiro globale c'è stato il rigore giapponese applicato magistralmente all'arte partenopea da Akinari “Pasquale” Makishima di I Cesari.A completare l'esperienza gastronomica della prima serata ci ha pensato l'eccellenza dell'arte dolciaria locale e regionale, grazie a una ricca selezione di storiche pasticcerie campane che hanno addolcito il finale dell'evento. Tra i banchi d'assaggio si sono potute gustare le creazioni di Annuccia da Pozzuoli, della Pasticceria Migliore 1927 di Afragola, di Raffaele Caldarelli da Nola, de La Principessa di Torre Annunziata, di Andrea Amoroso del Grand Hotel Cocumella di Sorrento e di Ciro Lago di Casa Lago a Napoli. Festa a Vico si è confermata così, fin dal suo primo calice e dal suo primo spicchio, un'esperienza emozionante che da sola vale il viaggio. Vedi meno

Nessun commento:
Posta un commento
La qualità e l’efficacia del blog dipendono quasi interamente dai vostri contributi. Si raccomanda, perciò, attinenza al tema, essenzialità e rispetto delle elementari regole di confronto. I messaggi diffamatori, scritti con linguaggio offensivo della dignità della persona, razzisti o lesivi della privacy, pertanto, non saranno pubblicati.